“Floatin’ Pieces”

USING BRIDGE
“Floatin’ Pieces”
(Autoprodotto)

Data di uscita: 26 gennaio 2018
Press kit: comunicato + foto

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“Floatin’ Pieces” è il nuovo disco degli Using Bridge, rock band romagnola arrivata alla quarta uscita dopo un percorso iniziato nel 2002 e costellato da tre lavori precedenti (“Sha-Whao”, 2004; “and I will be heard”, 2012; e il live acustico “a Night in Acousticland”) all’insegna di una mescolanza fra rock settantiano e suggestioni grunge-stoner.

Il nuovo lavoro, totalmente autoprodotto, è formato da nove canzoni che spostano la direzione sonora del gruppo verso gli anni Novanta, riportandone una visione al contempo maestosa ed emozionale, dove le ritmiche potenti di basso e batteria sorreggono le trame efficacemente ad intreccio delle due chitarre, una ad imbastire una sostanziosa rotativa elettrica, l’altra a disegnare frammenti urticanti di melodia o a spargere rumore. Al centro di questo incedere granitico la voce, profonda e screziata di oscurità.

“Floatin’ Pieces” è stato registrato completamente live in studio per quanto riguarda la strumentazione base, cercando di trasmettere il più possibile l’energia che che contraddistingue gli Using Bridge sul palco. All’impianto rock dei brani sono stati poi aggiunti strumenti come il pianoforte e il rhodes, il violino, il didgeridoo e il rain stick. Il tutto è stato registrato dal batterista Alessandro Bernabei, che insieme a Manuel Ottaviani (Lead Vocals/Bass), Federico Arcangeli (Guitar/Back Vocals) e Simone Antonelli (Guitar/Back Vocals) compone l’attuale line-up alle prese con questo lavoro.

I “pezzi galleggianti” del titolo sono i frammenti sospesi negli anni di vita del gruppo che sono andati accorpandosi in un amalgama capace di rispecchiare la visione sonora degli Using Bridge, nella quale comunque ogni brano fa storia a sé: l’inizio imperioso di “Amigdala”, la chiusura evocativa di “God Knows” con il suo pathos introspettivo che si distende lungo un falsopiano quasi post-rock, un piccolo gioiello fra alberi urlanti come la ballad d’amore “Anymore”.

Le canzoni degli Using Bridge provano a dare ordine al caos (la già citata traccia d’apertura), disegnano salvifiche visioni lisergiche (“Velvet Sky”), raccontano l’amore e l’istinto (la title-track, “Werewolves”), riflettono sull’esistenza (“Leave your skin”), descrivono il potere della memoria (“Can remember”) e dell’ossessione (“Run to you”). Ogni traccia è l’espressione di una band in eccezionale stato di forma, che ribadisce la forza catartica e travolgente del rock.

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Using Bridge – Biografia

Gli Using Bridge nascono nel 2002. Il quartetto è formato da Arcangeli Federico, Simone Antonelli, Manuel Ottaviani e Alex Bagnolini. Nel 2004 la band produce il primo disco ufficiale di brani propri dal titolo “Sha-Whao” (per l’etichetta Videoradio), un mix di sonorità che spaziano dal rock anni ’70 al grunge anni ’90, con un discreto successo, dando la possibilità la formazione di suonare su diversi palchi importanti.

Nel 2006, con Marco Lupo ora alla batteria, gli Using Bridge abbandonano in parte le sonorità rock’n’roll, avvicinandosi a suoni sempre più grunge con venature stoner. Nel luglio del 2009 iniziano le registrazioni in studio di nuovi brani, che compongono l’album “and I will be heard”. Il disco li porta, nel 2012, a collaborare con l’etichetta Go Down Records. Lo stesso anno, il gruppo produce anche “a Night in Acousticland”, un disco di rivisitazioni unplugged di brani propri e cover, registrato in una sola notte.

Dopo la separazione dalla Go Down, un paio d’anni più tardi, la band subisce un ultimo cambio di formazione con l’arrivo di un nuovo batterista, Alessandro Bernabei, ed una nuova definizione, sempre più personale, delle sonorità che da sempre li accompagnano, dando stimolo alla creazione di nuovi brani raccolti all’interno del nuovo disco: “Floatin’ Pieces”, la cui uscita è attesa per gennaio 2018.

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