“Ferro e carbone”

TIZIANO MAZZONI
“Ferro e carbone”
(Appaloosa / MRMaremmano –  IRD)

Data di uscita: 21 aprile 2017
Press-kit: comunicato + foto

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“Se potessi incontrare Silvano Fedi, se potessi spiegargli questi nostri giorni, questa pioggia a dirotto, questi boccali vuoti, queste pagine che sarebbe meglio evitare, gli farei ascoltare queste canzoni.
Assaporerebbe allora il ferro e il carbone, il pane guadagnato all’inferno, il cobalto degli strappi nel velo del cielo.
Cosa si prova, Silvano, quando le prede diventano lupi, quando tocca a te sparare?
Un sorriso e una risposta dal passato, un dito puntato verso rotte da tentare.
E allora sciogli il cane, Tiziano, sciogli il cane.”

Luigi Giuliani

“You don’t need a weatherman to know which way the wind blows” cantava Bob Dylan nel 1965 in “Subterranean Homesick Blues”. In effetti non servono previsioni o profezie per capire cosa sta accadendo. Basta guardarsi intorno, alle spalle e dentro di sé, restituendo tutto in canzoni che siano oneste e immediate. Fa proprio questo Tiziano Mazzoni col suo nuovo disco “Ferro e carbone”. Un lavoro – il terzo del musicista pistoiese –composto da brani in italiano, essenzialmente folk-rock-blues e animato dalla genuinità di chi crede nella forza del suono e delle parole.

Prodotto e arrangiato dallo stesso Mazzoni insieme a Gianfilippo Boni, “Ferro e carbone” è un disco senza trucchi: le canzoni sono arricchite dalla perizia artigiana di musicisti di lungo corso, fra i quali Pippo Guarnera all’hammond, e da ospiti come Riccardo Tesi che, con il suo organetto diatonico, contribuisce alla varietà di strumenti coinvolti (violino, fiati, percussioni, mandolino, banjo e molto altro) accanto alla classica formazione chitarra-basso-batteria.

Sono loro a vivacizzare tracce dall’andatura spesso lenta e meditativa, nelle quali i versi pesano per quello che sono, lontani da bizzarrie poetiche e dagli stereotipi da storyteller americano, ma forti di parole semplici e dense, misurate sulla pelle di chi scrive ancor prima che sulla carta. I brani di Tiziano Mazzoni sanno di legno buono, di terra feconda, hanno la solidità dell’acciaio ma anche la delicatezza che è propria degli sguardi sensibili. Non evitano i toni leggeri quando serve, accelerano il passo per sostenere i momenti più accorati e permettono alla malinconia di fare il suo gioco e alla rabbia di diventare voglia di rivalsa per tenere lontana l’amarezza.

“Ferro e carbone” raccoglie testimonianze di vita come quella del partigiano anarchico pistoiese “Silvano Fedi” o del poeta-clochard Remo Cerini in “Rita e l’Angelo” – forse la figura più emblematica dello spirito dell’intero disco. Oppure ritaglia all’interno di una tragedia come quella di Sant’Anna di Stazzema la storia d’infanzia di “La lucciola e il bambino” per poi tracciare con fermezza la vicenda delle acciaierie Lucchini nel brano “Piombino” (da cui è tratto il titolo del disco).

Ma lungo la tracklist c’è spazio anche per dire con straordinaria delicatezza del tempo che passa sui corpi e nelle menti delle persone che amiamo (“Qualunque nome dirai”) e ammettere che l’amore è sempre difficile e incomunicabile ma necessario (“Una magia”, “Verde torrente”, “Ancora da imparare”). Il messaggio è quello di non serrare gli scuri delle nostre vite, bensì di spalancarli e osservare cosa accade, là fuori (il double talking noir del primo singolo “Sciogli il cane”). Ed è proprio quello che sembra fare con questo disco Tiziano Mazzoni: imbracciata la chitarra, provare a segnare, traccia dopo traccia, dove tira oggi il vento.

Tiziano Mazzoni 3 (foto Antonio Candio)900x

Tiziano Mazzoni – Biografia

Nato a Pistoia, fin da ragazzo si appassiona alla musica Blues ed è proprio al blues che dedica i primi anni di vita artistica. Nel 1993 e nel 1995 partecipa infatti al Pistoia Blues Festival.

Oltre al mondo del Blues Tiziano comincia ad approfondire e a conoscere il percorso dei maggiori rappresentanti della musica d’autore italiana, e in particolare dell’opera di Fabrizio De André, Massimo Bubola, Francesco De Gregori, Piero Ciampi. È così che, a partire dal 2002 Tiziano inizia a lavorare alla rilettura e interpretazione dei brani del grande artista genovese e realizza il progetto Shiloq (dal siriano “scirocco”), che tra gli altri ospiti vede la presenza di due musicisti storici di De Andrè, (Giorgio Cordini ed Ellade Bandini). Proprio con Shiloq partecipa al concerto per il 25° anniversario del disco live di Fabrizio De André e della PFM tenutosi al Saschall di Firenze nel gennaio 2004.

Ed è proprio la canzone d’autore italiana a risvegliare in Tiziano, che da sempre scrive, la voglia di proporre anche la sua musica. Decide così di dedicarsi scrittura di canzoni inedite e alla traduzione di testi classici del folk e del rock americano (Woody Guthrie, Bob Dylan), suo primo e duraturo amore.

Nel 2007 viene pubblicato il suo primo album: Zaccaria per terra, che ottiene buoni riscontri dalla critica. Particolarmente significativa la recensione della prestigiosa rivista “Buscadero” (luglio/agosto 2007).

Dal maggio 2009 inizia una collaborazione live con Luigi Grechi (autore, interprete e ricercatore musicale, noto ai più per la sua Il bandito e il campione, portata al successo dal fratello Francesco De Gregori) con il quale suona in Festival e club.

Nel 2011 dopo due anni di lavorazione pubblica il suo secondo Album “Goccia a Goccia” per Eccher Music, sotto la supervisione artistica di Massimo Bubola.

Il nuovo lavoro “Ferro e carbone” esce ad aprile 2017. Dodici tracce di folk-rock-blues che raccontano storie di partigiani anarchici, poeti-clochard, bambini che sopravvivono alle grandi tragedie della Storia e posti di lavoro che scompaiono, non tralasciando canzoni sull’amore e le sue difficoltà. “Ferro e carbone” vede la partecipazione di Pippo Guarnera all’hammond e di Riccardo Tesi all’organetto diatonico.

Link

http://www.tizianomazzoni.it