“Shah Mat”

THE CHANFRUGHEN
“SHAH MAT”
(Molecole Produzioni)

Data di uscita: 5 febbraio 2016
Press kit: comunicato + foto

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Forse quel re persiano l’aveva capito che sotto la scacchiera cova la rivolta. Quando mandò a morire l’inventore degli scacchi dopo che quest’ultimo gli chiese di essere ricompensato con una quantità enorme di riso per averlo distratto dalla noia di corte. Lo aveva intuito quel re che gli scacchi sono un gioco anarchico, dove il re finalmente muore.

”Shah Mat”, in persiano, “il re è morto”, come il titolo del nuovo potente disco dei The Chanfrughen nato da una campagna Musicraiser e disponibile in vinile oltre in cd e digitale a partire dal prossimo gennaio.

Il terzetto di Andora, la New Orleans della riviera ligure come la chiamano loro, arriva a due anni dall’esordio “Musiche da inseguimento” con otto nuove tracce di rock ancora più psichedelico che in passato. Hanno cambiato parecchie pedine The Chanfrughen per questa nuova partita a scacchi contro il potere e le sciagure della vita: rimane quella miscela esplosiva di rock settantiano, blues, accenni funk e folle attenzione alle liriche che è il loro marchio di fabbrica. Ma viene rincarata la componente lisergica del suono, anche grazie all’inserimento di un quarto elemento di tutto rispetto: Agostino Macor della prog band La Maschera di Cera.

E se di prog non si può parlare per “Shah Mat” – che rimane a tutti gli effetti un sulfureo disco rock-blues, per giunta registrato live in studio come si faceva una volta, con le strumentazioni vintage del Green Fog di Genova – certo alcuni passaggi di questo lavoro, al contempo complessi e straordinariamente incisivi, si inseriscono nel solco della grande tradizione prog della loro terra d’origine.

Un luogo da cui però The Chanfrughen fuggono per intraprendere insieme a chi li ascolta un viaggio geografico e mentale in luoghi vicini e lontani, in paradisi terrestri come il “Belize” e in terre misteriose come Samarcanda (la title-track) ma anche negli animi di squallidi personaggi senza morale come il mercenario “Delle Fave” o l’egocentrico arrivista “Limonov” (dal romanzo di Emmanuel Carrère).

E nel fare tutto questo The Chanfrughen ammantano i loro brani con una sorta di psichedelia “salgariana” che incontra esotiche sonorità arabo-indiane, scie cosmiche e visioni hendrixiane rilette con sorprendente gusto personale: un crogiolo di influenze che darà il meglio di sé sul palco, dove la “botta” tipica della band sarà accompagnata da una serie di visuals pensati per l’occasione.

D’altra parte “Shah Mat” ha un animo visionario, ma le sue canzoni sono anche libertarie ed edoniste. “Con questo disco vorremmo far riscoprire la bellezza dell’inutile”, dicono The Chanfrughen. E del resto cosa c’è di meglio che ribellarsi e godere a suon di rock’n'roll per tornare ad essere finalmente noi le pedine e la mano che le muove nella scacchiera di questo mondo?

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The Chanfrughen – Biografia

Tralasciando i difetti genetici, i The Chanfrugen sono una band specializzata in rock’n'roll e psichedelia.
Il loro sound ispira sonorità seventies caleidoscopiche. La loro ragione sociale è nella New Orleans della Liguria: Andora. La band è formata da Felix alla batteria e basta, il Manda alla chitarra elettrica e rumori alieni, il Gian al basso, voce e ipocondria.
“Musiche da insegumento” è il lavoro d’esordio dei The Chanfrughen, uscito nel febbraio 2014, è un continuo sali e scendi tra rock ‘n’ roll, psichedelia, funky e blues. La musica si incrocia con la surreale storia Italiana dagli anni ’70 ad oggi, da Andreotti fino ad Osvaldo Paniccia. L’album in esclusiva su Rockerilla ottiene immediatamente critiche positive sui maggiori mensili (Rumore, Rockerilla, Blowup) e webzine del settore. I Chanfrughen iniziano un’ intensa attività live in tutto il nord Italia e al sud anche con band di livello nazionale e internazionale come Calibro 35, Selton, The Cyborgs e Black Bombaim. Nel settembre 2014 esce il singolo ” La gladio spia e il commissario Rizzo scopre l’inghippo” in esclusiva su Ondarock.
Nel gennaio 2016 pubblicano il loro secondo disco “Shah Mat!” che vuol dire “Il re è morto!”.
Che vuol dire scaccomatto! Dalla leggenda indiana sulll’invenzione degli scacchi.
Un disco registrato alla vecchia. Tutti in una sala, in presa diretta al Greenfog di Genova, senza cuffie con strumentazione vintage. Con la collaborazione del tastierista Agostino Macor (Maschera di Cera, Blunepal, Zaal).
Il sound si differenzia molto dal primo disco, diventa più lisergico ma senza abbandonare le incursioni funky e rock. I testi cantano di personaggi dall’animo corrotto, paradisi (fiscali) e Centroamerica.
“Con questo disco vorremmo far riscoprire la bellezza dell’inutile” dicono del nuovo lavoro, da cui viene tratto un videoclip per il brano “Belize” dopo il quale i The Chanfrughen partono per un nuovo tour.

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