“L’Eccitante Attesa”

SAWARA
“L’Eccitante Attesa”
(Autoprodotto)

Data di uscita: 27 maggio 2017
Press-kit: comunicato + foto

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“Questo disco nasce da un’incoscienza artistica, visto che autoprodursi due album in tre anni è da folli. Ma alla base c’è anche l’urgenza di completare un percorso interiore in questa fase particolare della mia vita. Come dice Riccardo Sinigallia, ‘si diventa soggetti agli attacchi della mezza età’ e così eccoci qui di nuovo…”.

Urgenza e percorso interiore sono forse le parole chiave per misurare l’intensità de “L’Eccitante Attesa”, nuovo lavoro (in uscita il prossimo 27 maggio) di Sawara, nome con il quale il brianzolo Fabio Agnesina da qualche anno scrive canzoni e le canta, a detta di molti, con un timbro di voce unico, grave, sporco, sincero. Un approccio a cui i musicisti che oggi lo seguono hanno affibbiato una visione scarna e molto personale di cantautorato rock, in bilico fra sfuriate di chitarre, secche quadrature ritmiche di batteria o beat elettronici e pochi accenni melodici minimali.

Un disco all’anno dal 2015 a oggi (i precedenti si intitolano “SawaraNonEsiste” e “Il Tempo Supplementare”) e in ciascun lavoro la necessità per l’ex Delsangre (band di culto della scena brianzola della fine dei ’90) di portarsi dietro brani fortemente intimi, qui impreziositi dal connubio artistico, rafforzatosi nel tempo, con Matteo De Capitani (chitarra) e Matteo Tovaglieri alla produzione.

“L’Eccitante Attesa” è un disco di otto tracce più un remix della canzone d’apertura a cura di Marco Menaballi, anche autore della copertina. Il filo rosso che lega tutti i pezzi è l’aspettare e il desiderare, “dopo che ne ‘Il tempo supplementare’ al centro c’era la consapevolezza. Qui invece è la volta dell’amore in tutte le sue possibili accezioni. Queste canzoni sono nate e cresciute quando ancora stavamo promuovendo il disco precedente e non ho voluto attendere i normali tempi promozionali”.

E se l’uscita precedente si muoveva su traiettorie acustiche, qui le parole di Fabio – che nell’intenzione di scrittura si apparentano spesso con la poesia – incontrano torrenti impetuosi di elettricità chitarristica (“Corri Johnny”) o infilzano le sospensioni di strutture trip-hop smagrite (“E’ bello anche aspettarti”).

Il risultato è un disco che parla all’intimità di tutti, facendo un discorso che riguarda le ossa, il sangue, i nervi, ma anche la sopravvivenza e la rinascita. Quelle di Sawara sono laiche preghiere che provengono dalle costole e cercano una verticale salvezza terrena. Non stupisce dunque che il titolare consigli “di ascoltare il disco in progressione, come se si stesse leggendo un romanzo. Ogni pezzo ha la necessità di stare vicino all’altro”.

Ma se proprio bisogna indicare un episodio rappresentativa dell’intero lavoro “e addirittura di tutta l’essenza Sawara” Fabio indica “’EA’, la canzone che cercavo in venticinque anni di musica e che finalmente è arrivata”. Una giaculatoria che si apre su un ritornello nel quale due avverbi cadenzano vigorosi come le colonne di un tempio d’amore: “poi improvvisamente / prepotentemente / poi arrivi tu e non posso non chiederti perché”.

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Sawara – biografia

Sawara è Fabio Agnesina, che scrive canzoni ormai da diverso tempo e le canta, a detta di molti, con un timbro di voce unico, grave, sporco, sincero.

Comincia negli anni ’90 a girare sale prove e palchi con un progetto condiviso con amici di strimpellata, Dilemma, un sound tipico del post80, e li nascono le sue prime canzoni.

Una svolta col progetto successivo, Dalsangre, di rara potenza lirica e musicale accompagnato da 4 amici, 4 ottimi musicisti. Un momento di grandi soddisfazioni nel panorama underground a livello nazionale, vincitori di Ritmi Globali e finalisti ad Arezzo Wave. Questo progetto da alla luce un disco, a detta di molti, folgorante. Si intitola “Ballando sulla Linea” e racchiude rabbia, angoscia, voglia di cambiare se stessi e il mondo, il tutto condito da ritmiche pressanti e chitarre lisergiche.

Nel 2000, solo un anno dopo l’uscita del disco, i Dalsangre si sciolgono, forse consapevoli del fatto che ciò che dovevano dire era tutto inciso in Ballando sulla Linea, forse inconsapevoli del potenziale ancora inespresso di un tale progetto, ma va così.

Da qui Fabio comincia la collaborazione con Dario Antonetti, cantautore psichedelico, ex leader dei Kryptasthesie. Incidono nei successivi sei anni 2 album nei quali vengono uniti due stili differenti di scrittura per creare un unico progetto denominato “Effetto Doppler”. Vengono pubblicati “Indifferenticieli” e “Eden e sasso”.

Dal 2006 inizia definitivamente il percorso “da solo”. Scrive nuove canzoni, i testi sono più maturi, riguardano la vita, le sue sfaccettature e rispecchiano sempre, sinceramente, ciò che avviene nel mondo di Sawara, ma con un’attenzione forse più definita verso il proprio mondo intimo piuttosto che verso quello che lo circonda.

Nel 2010, sotto lo pseudonimo Sawaranonesiste, Agnesina sforna un disco senza titolo, sempre autoprodotto. 10 tracce in cui si mischiano gratitudine, amore, rimpianti, anche sociali. Questo progetto, partito qualche anno prima, prende sempre più le forme di una band con le sue complessità, le difficoltà di gestione, le sue dinamiche macchinose.

E’ necessario ripulirsi, togliere un vestito diventato pesante e indossare nuovi abiti leggeri. I nuovi testi, necessitano di arrangiamenti e idee nuove, di nuovi set minimali e più intimi. Si riparte così con un nuovo pseudonimo “Sawara & The Blackphelps” due sole chitarre, quella di Sawara e quella di Matteo De Capitani, l’incontro fondamentale per tutto quello che poi ne seguirà a livello musicale.

In base alle necessità, si aggiungono altri amici musicisti, una sorta di collettivo denominato Blackphelps che collaborano all’arrangiamento del disco “Il Tempo Supplementare” e che suoneranno dal vivo l’album nei due anni successivi. La critica nei confronti di questo lavoro si pronuncia favorevolmente anche grazie all’ottimo lavoro di Matteo Tovaglieri che ha curato tutta la parte di registrazione. I testi hanno un filo conduttore comune, la consapevolezza che si raggiunge con l’età, o almeno che si crede di aver raggiunto, la dimensione più raccolta degli arrangiamenti lascia molto più spazio alla voce e alle liriche misurate e mature.

Sawara è sempre più un cantiere aperto dove ogni giorno si costruisce, si demolisce o si ripara qualcosa. Per questo, ancora nel pieno della promozione de “Il Tempo Supplementare” nascono nuovi testi e musiche che necessitano di essere arrangiati, cantati, incisi. Il collettivo Blackphelps cambia parzialmente, questa volta c’è bisogno di una sessione ritmica. Si aggiungono Max Di Stefano al Basso e Davide Galbusera alla batteria oltre a Matteo De Capitani. A Marzo 2016 iniziano le registrazioni del nuovo disco, 8 pezzi scritti di getto, questa volta il filo conduttore è il desiderio, l’attesa. Il disco si intitola quindi “L’Eccitante Attesa”, il primo pubblicato con il semplice pseudonimo di Sawara. L’album viene registrato sempre da Matteo Tovaglieri, al disco collaborano nuove conoscenze, vecchie amicizie e Marco Menaballi che cura le grafiche e partorisce un remix di “E’ bello anche aspettarti”. Da Febbraio 2017 entra in formazione per completare il set live Fabrizio Ratti, polistrumentista e cantautore di Lecco. “L’eccitante attesa” esce il 27 maggio 2017.

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