“Geografia di un corpo”

SANTO BARBARO
“GEOGRAFIA DI UN CORPO”

(diNotte Records, 2014)

Data di uscita: 11 novembre
Press kit: comunicato + foto

santobarbarocopertina

Nel novembre del 2013 i Santo Barbaro si erano sciolti. Tante le motivazioni, difficilmente riassumibili in poche righe. Alla base stava sicuramente un rifiuto da parte di Pier Alberto Valli e Franco Naddei di rientrare in studio dopo “Navi” (2012), disco nato da un anno di duro lavoro e curato fino ai minimi dettagli, divenuto dopo la sua uscita un’opera di culto in grado di mettere d’accordo la critica tutta e sancire la definitiva consacrazione dei Santo Barbaro come una delle formazioni più intense e interessanti della Penisola. Nonostante ciò, il rompete le righe, senza apparente possibilità di ripensamento.

Ma Pier Alberto Valli è il classico songwriter che non può fare a meno di scrivere. E così ecco nascere nei mesi successivi una manciata di nuove canzoni e anche i capitoli di una storia, due entità che procedono parallele e diventano un disco intitolato “Geografia di un corpo” e un romanzo in uscita nei prossimi mesi. Ad accomunarle una parola, “corpo”, come una specie di sigillo ad ogni verso o riga scritta ma anche come una sorta di big bang generativo che, per quanto riguarda il disco, partorisce l’idea di registrare queste nuove canzoni – nel frattempo completate insieme a Franco Naddei – con nove musicisti tutti insieme.

Nasce così “Geografia di un corpo”: nove corpi con in mano ciascuno il proprio strumento (2 chitarre, 2 bassi, 2 batterie, 2 percussioni, 1 synth), chiusi per tre giorni in una stanza (il Cosabeat Studio) per vedere quale risultato si produce se ciascun corpo è libero di muoversi artisticamente, senza particolari vincoli, se non la presenza di uno spazio occupato da un altro corpo a fianco. Il tutto registrato live in presa diretta e ripreso dal videomaker Christoph Brehme per realizzare un documentario uscito ad ottobre 2014 come anticipazione del disco e suo ideale resoconto.

E’ questa coerenza – il significato del disco che pervade la sua stessa realizzazione – che fa di “Geografia di un corpo” un lavoro istantaneo, pulsante, mistico. Ingravidato di nervosa elettricità e ritmi urbani, new-wave e post-punk, ma anche capace di squarci cosmici post-rock e ballate ieratiche di un distopico folk (post)apocalittico. Undici canzoni ancora più dirette e immediate che nei dischi precedenti, a proseguire quel percorso di scarnificazione dei testi che coinvolge da sempre i Santo Barbaro e che qui si abbevera di riferimenti come il film “Isola – Ostrov” del regista Pavel Lungin, la“Trilogia di Valis” di K. Philip Dick, l’Houellebecq de “La necessità di un’isola”, ma anche i Suidice e i Joy Division.

Tutto questo forma un’opera di straordinaria virulenza, che impatta e abbraccia l’ascoltatore immaginando il corpo come una vera e propria geografia fatta di boschi, zone grigie, avvallamenti, cieli e soprattutto isole, che tali sono e si trasformano nell’interazione con altri corpi-isole (come accade nella copertina, un’immagine del fotografo russo Yaroslav Vasilyev). E’ il nostro corpo ciò che si pone in antitesi alla prigionia della mente, è il nostro corpo l’unico mezzo per arrivare ad una altezza spirituale. Esso è terra, spazio fisico e cosmico, tempo abitato e fessura da cui esce il Suono. Quel suono santo e barbaro che è il senso da succhiare nel nostro essere mortali, viventi e solitari. Ma mai soli.

Santo Barbaro (foto di Christoph Brehme) 900x

Santo Barbaro – Biografia

I Santo Barbaro sono un progetto di Pieralberto Valli e Franco Naddei. Nati nel 2007 come band di stampo folk sperimentale con organico canonico facente capo al solo Valli, nel corso degli anni si sono evoluti sino all’attuale formazione.

Il primo disco, “Mare morto”, esce autoprodotto nel 2008 con un libretto corredato dalle foto visionarie di Francesco Fantini e consente ai Santo Barbaro di farsi conoscere in Italia e anche all’estero, con un tour nei Balcani nell’estate nel 2008.

“Mare morto” viene poi ristampato sa Ribéss Records nel 2010 insieme al libro “Un giorno passo e ti libero” con le illustrazioni di Alessandro Degli Angioli.

Nello stesso anno Valli rifonda in gruppo e coinvolge Franco Naddei (macchine elettroniche e synth): i due lavorano al nuovo disco con l’aiuto di Diego Sapignoli (Vinicio Capossela, Pan del Diavolo, Aidoru). Il risultato è “Lorna”, pubblicato nel dicembre 2010, sempre per Ribéss Records. L’anima folk sperimentale del primo disco rimane come traccia inglobata in strutture elettroniche a volte liquide, a volte spigolose.

Nell’estate del 2011 il gruppo torna di nuovo in studio. Valli e Naddei decidono di lavorare a un disco a quattro mani che li vede impegnati per quasi un anno. Nasce “Navi” (Cosabeat Studio, 2012), lavoro nel quale l’anima cantautorale degli inizi viene definitivamente superata a favore di una sorta di post-cantautorato dove parole e suono si amalgamano, le strutture elettroniche si fanno ipnotiche ed emergono reminescenze post-punk, industrial e new-wave.

Dopo un periodo di stop del progetto, Valli e Naddei scrivono nuovi brani che vengono registrati live in studio in soli tre giorni con una formazione allargata di nove elementi, esperienza che dà vita al nuovo disco “Geografia di un corpo” in uscita a novembre 2014 per diNotte Records.

Link

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http://www.dinotterecords.com/