“Prisma”

PLUNK EXTEND
“PRISMA”
(QB Music, 2014)

Data di uscita: 16 dicembre
Press kit: comunicato + foto

plunk copertina

“Prisma” è il primo vero disco dei Plunk Extend, formazione milanese dedita ad una forma rotonda e imprevedibile di art-rock ad alta gradazione emozionale. Cinque tracce corrispondenti a cinque colori per un lavoro che, nelle intenzioni della band e nella densità di ogni singola traccia, non è un ep ma un disco vero e proprio, anzi un concept album che usa i colori come metafora. Ogni colore-traccia infatti rappresenta una delle personalità del gruppo, lasciata libera di sviluppare la propria visione musicale e della vita con l’aiuto sinergico degli altri componenti.

In questo modo “Prisma”, che è stato registrato dai Plunk Extend in totale autarchia dopo oltre un anno di scrittura, è un disco che mette al centro i singoli membri della band e la loro unione. Un qualcosa che è un esperimento e una scommessa. Un esperimento perché questo lavoro è il punto finale di una ricerca identitaria da parte della band e insieme il primo mattone di una costruzione di suono e immaginario che i cinque intendono portare avanti, trasformandola ed adattandola alle insidie del tempo. Una scommessa perché, nonostante ogni traccia esalti le singole caratteristiche di chi l’ha concepita, l’obiettivo è quello di fare del disco un qualcosa di molteplice ma coerente, che viva di cambiamenti decisi e imprevedibili dentro un’unità di fondo, e sia anche sincero e fieramente fuori moda.

Partendo da elementi semplici e simbolicamente aperti ad infinite interpretazioni (i colori) e da alcune funzioni fisse degli strumenti in fase di arrangiamento, le cinque canzoni raccontano cinque storie dipingendo altrettanti quadri differenti, simbolici e monocromatici (potremmo addirittura definirli magici), luoghi della fantasia che sono più che altro rifugi: l’elemento forte che li accomuna e li caratterizza è la fuga, il rifiuto della realtà così com’è.

Qualcuno ha detto che i Plunk Extend sono una band “totalmente priva di senso comune”. Per loro questo è un complimento bellissimo. Non a caso amano la definizione di art-rock perché essa presuppone una ricerca che sta al di là della musica, e che la guida, ignorando, nel processo, più confini possibile. Il loro approccio ricorda involontariamente certe coraggiose formazioni del rock italiano anni ’70 di area prog ma non solo, ma con un suono riportato al presente e privo di nostalgia. Senza logiche spettacolari o artifici, i Plunk Extend provano a convogliare in “Prisma” canzoni che sappiano stupire e insieme siano anche accessibili. Una vena psichedelica da una parte (in senso lato) e un’arteria pop dall’altra (in senso lato) che si incontrano in un cuore-prisma pulsante, visionario e onirico.

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Plunk Extend – Biografia

I Plunk Extend nascono nel 2006 da unatelefonata di Pidi a Dani. Errano per anni, cambiando line up, contenuti e stile, componendo, suonando e registrando, procedendo per tentativi.

Nel 2012, dopo anni di rock in inglese ed esperimenti vari, imboccano una nuova strada, iniziando a lavorare sul primo lavoro di un nuovo corso. Per chiudere il periodo e ricominciare, raccolgono le loro ultime composizioni in

Marvellous Kaleidoscope Rollercoaster (2013), EP lo-fi con le prime canzoni in italiano, di un rock elettrico sporco e ironico. Subito dopo iniziano un lungo percorso di auto-definizione che li porta a registrare in totale autonomia il loro primo vero disco: PRISMA (2014).

I Plunk Extend suonano meticci e variopinti: un art-rock spesso concettuale ma sempre accessibile, leggero ma brillante, che sta da qualche parte tra una batteria imprevedibile, un basso liquido, un’iridescente chitarra acustica e un acido tappeto elettrico. Cantano di fantasie più o meno ridicole con in faccia un ghigno che è quasi un sorriso. Sono in cinque, e non sarebbero diversamente.

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