“In cammino”

PICCOLINI ANIMALI SENZA ESPRESSIONE
“In cammino”
singolo tratto dal disco “Sveglio Fantasma”
(Sussuround / Materiali Musicali / Goodfellas)

Data di uscita disco: 2 maggio 2017
Press-kit: comunicato + foto

copertina900x

“In cammino” è il primo singolo estratto da “Sveglio Fantasma”, il nuovo disco dei Piccoli Animali Senza Espressione in uscita il prossimo 2 maggio per Materiali Musicali / Surround con distribuzione Goodfellas. Una ballata che si muove lieve ed elegante su una cadenza elettronica sostenendo un testo dai tratti poetici che viene cantato dalla voce ariosa di Edoardo Bacchelli mentre il basso dell’ex Virginiana Miller Andrea Fusario ne accompagna l’incedere.

La canzone, raccontano i P.A.S.E., tratteggia le sensazioni di chi “si sveglia la mattina presto ed esce lasciandosi tutto alle spalle per portare con sé solo la propria anima, calcando terreni vuoti e labili, scorgendo nuovi punti di vista, percorrendo strade come fossero cammini. ‘In cammino’ è una ricerca del vero nella leggerezza dell’aria, nell’intaglio di un capitello, nella vertigine di una cattedrale. Finché anche i cieli più opachi non lascino filtrare la luce.”

PASE 4 (foto Dimitri Niccolai Tenedle)900x

Prodotto da Dimitri Niccolai Tenedle, “Sveglio Fantasma” è il terzo lavoro dei Piccoli Animali Senza Espressione a tre anni dal lavoro precedente “Cerco casa vista Marte”. Al disco partecipano in qualità di ospiti Nabil Salameh dei Radiodervish in “Luminoso” e il maestro e amico Mauro Grossi al piano in “Tracce separate”.

“Sveglio Fantasma” è con tutta probabilità il disco più elettronico della band toscana, anche se la presenza delle macchine non è mai invadente e condivide gli spazi con gli strumenti a corda e il piano. Ma soprattutto “Sveglio Fantasma” sviluppa in modo più compiuto e intenso che mai l’idea di pop dei P.A.S.E., un songwriting dalle architetture complesse eppure immediate, dove le parole cariche di significati e straordinariamente evocative stanno al centro della scena e volteggiano come falene insieme alla voce. L’insieme di questi elementi “cerca universi paralleli, fatti di cerchi e quadrati, di punti e linee, di luoghi al di là della mente.”

E’ questa in fondo la definizione migliore per descrivere tracce che ascoltano vibrazioni di particelle cosmiche e aprono varchi invisibili nell’universo abitato da chi ormai non è più presente nella nostra vita (“La teoria delle stringhe”). Oppure s’ispirano a una foto d’epoca e al paesaggio languido della laguna di Venezia (“La mia parte lagunare”). Per poi ritrovarsi ad essere “Come il quadrato” di Flatlandia, o a seguire i viaggi di Kandinsky dalla Russia all’Oriente (“Luminoso”) e i movimenti di Kafka per le vie di Praga (“Vicolo d’oro”). Ricercando poi le proprie origini negli odori dei mercati, negli smalti delle ceramiche di una città di porto, di “Oltremare”, liberi di riconoscerci in ciò che è oltre (“Il punto e la linea”). Prima che un pianoforte concluda il viaggio di queste molteplici “Tracce separate” con i loro “disegni delle immagini della mente, gli echi dal sovrasensibile, i canti degli uccelli, le tracce da ascoltare e ricomporre in equilibrio e geometria.”

Sono canzoni dalla forza sottocutanea quelle dei P.A.S.E.: si nutrono di i suoni che rievocano luoghi – i synth e il moog per l’Oriente, l’oboe per Venezia e un basso trascinato, quasi fosse un violoncello, per Praga – tratteggiano scampoli in ombre e luci di una ricerca esistenziale e si lasciano cantare quando meno te lo aspetti. Forti delle loro melodie piacevoli e inusuali, della loro essenza nobile eppure vicina a chi ascolta e vive. Pop, nel senso più alto e armonioso del termine.

Link
https://www.facebook.com/PiccoliAnimali