“Pareti nude”

OPEN ZOE
“PARETI NUDE”
(Aulasei Records, 2015)

Data di uscita: 12 maggio
Press kit: comunicato + foto

openzoe

Le pareti nude sono quelle di una stanza a cui manca qualcosa, o forse tutto. Le pareti nude sono quelle asettiche e professionali di un ufficio. Le pareti nude sono quelle di un carcere da cui non sempre si esce. Le pareti nude sono però anche uno spazio, un luogo, un tempo da riempire. Per tracciare la propria rinascita da ciò che svuota e annulla.

“Pareti nude” è il disco d’esordio degli Open Zoe, band vicentina formata da quattro musicisti di lungo corso che hanno militato in diverse formazioni della scena veneta fra pop-rock elettronico e dark-wave incrociando già in passato i rispettivi strumenti. Chitarra, basso, batteria, qualche inserto di elettronica: una formazione classica che regola su traiettorie pop-rock un suono influenzato tanto dal post punk-wave annate ’79-’85 (soprattutto di matrice britannica) quanto da certe abrasioni chitarristiche in area shoegaze mischiate all’elettronica dei primi anni ’90. E su tutto una voce femminile che sigilla in un miscuglio di incanto, sensualità e sottile inquietudine canzoni che provano a fotografare cosa è oggi il quotidiano vivere occidentale.

La musica degli Open Zoe arriva prima per la forza scabra delle chitarre e la quadratura trascinante delle ritmiche di basso e batteria. Ma le tracce già dopo pochi ascolti agganciano la memoria con alcuni ritornelli straordinariamente sottocutanei, mentre certe frasi cantate magari con rotonda lievità lasciano pensieri e brividi come non accade spesso.

Le canzoni si muovono dentro il contrasto fra un vivere creativo e vitale e una quotidianità pesante e annichilente. Quello stare al mondo in (dis)equilibrio che è forse la cifra dei nostri tempi e che si esprime in amori frantumati e rivissuti nel ricordo (“Ognivolta”, “Ottobre”, “Lucilla”), oppure nello scorrere di vite irrisolte e inerziali (“Caos”, “Universale”), o ancora in quegli abissi di noia e melancolia che sopraggiungono quando tutto perde di significato (“Cara”) e non si ha più il coraggio della felicità (“Colori”). Mentre gli slanci di maggiore umanità e libertà arrivano là dove a dominare è la morte imposta come pena (il primo singolo “Popcorn”) o vissuta nella volontà di decidere (“Fuori”).

C’è insomma una leggerezza pensante (e sofferente) nelle canzoni degli Open Zoe; un’ambiguità feconda fra ritornelli a presa rapida e chitarre che urlano. Tutto questo mentre i testi, densi di immagini semplici e sospese, lasciano esplodere dettagli che ravvivano fiamme di passione, dolore, traumi, ma anche consapevolezze ed entusiasmi. I brani di “Pareti nude” si canticchiano facilmente sotto la doccia o in auto, e ad un certo punto ci si accorge che parlano di noi, che un loro frammento ci ha inchiodato alla nostra parete nuda.

Open Zoe 4 (foto Sara Santi e Dionisia Lo Cascio) 900x

 Open Zoe – Biografia

Open Zoe è la rinascita di un progetto musicale i cui componenti si erano incrociati in altri progetti in vite precedenti.
Per alcuni di essi l’abbandono dell’attività musicale era già realtà, per altri era un approdo delineato a seguito di delusioni e stanchezza.
Dionisia, Enrico ed Ettore avevano condiviso l’esperienza musicale del progetto Etabeta (pop-rock con innesti di elettronica) che negli anni a cavallo tra il 97 e il 2002 aveva raccolto significativi riscontri in concorsi anche nazionali, recensioni (due mini cd all’attivo) e date in giro per l’Italia e Francia (anche di supporto a Bluvertigo, Cristina Donà, Rosso Maltese, Delta V)
Enrico e Lele avevano portato avanti negli anni 2002-2010 gli Aulasei, gruppo di matrice dark-wave, che altresì aveva prodotto un cd e ottenuto lusinghieri riscontri critici.
Tra il 2011 e il 2013 in tempi diversi Ettore e Dionisia (entrambi lontani dalla musica praticata da parecchi anni) accettano l’invito di Lele ed Enrico per dare vita ad un nuovo progetto che parta dal substrato wave degli aulasei per svilupparsi in ambienti meno oscuri e più diretti e aperti.
Tra il 2013 e il 2014 trovata l’amalgama tra i componenti e individuata una linea comune viene scritto e arrangiato il materiale per il primo disco “Pareti Nude” che viene registrato in varie tranche in un periodo di un anno e mezzo tra metà 2013 e inizio 2015.
I testi sono di Lele Mancuso, le musiche nascono a quattro mani prendendo spunto da idee individuali.
La matrice di partenza del suono Open zoe viene riconosciuta nella new wave anni ’80 di band quali The Sound, Echo and the Bunnymen, Joy Division, Chameleons, primi U2.
Lo sviluppo degli arrangiamenti e la robustezza del suono ha portato tuttavia alcuni a riconoscervi esperienze degli anni ’90 che hanno messo insieme musica organica ed elettronica (Radiohead e certi Pumpkins).
Poche le incursioni live nel periodo di scrittura del disco, la band del resto è composta da musicisti che, spesso insieme nelle esperienze precedenti, hanno calcato decine e decine di palchi.

Link

http://www.openzoe.it
https://soundcloud.com/openzoe
https://openzoe.bandcamp.com
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