“Neve”

LINGUE SCIOLTE
“Neve”
(ALTI Records)

Data di uscita: 19 maggio 2017
Press kit: comunicato + foto

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Figliocci del Locale crescono decennio dopo decennio e crescono bene anche lungo l’A24 Roma-L’Aquila dove trovi le Lingue Sciolte e il loro disco di debutto “Neve” uscito qualche mese fa e riproposto da Macramè in questa fine del 2017.

“Siamo le Lingue Sciolte e sussurriamo, a volte, le parole più disperate” recita la loro biografia brevilinea come le sette tracce mai sopra i tre minuti di un lavoro fra pop e rock decisamente da manuale. Concise e senza sbavature, dense e leggere, le canzoni di questi quattro aquilani – grazie anche alla collaborazione di Luigi Tarquini di ALTI Records in fase di produzione – ritagliano una cifra personale all’incrocio fra il cantautorato settantiano, i Novanta romani e un mood contemporaneo di chi a cavallo dei trent’anni lascia la cameretta e si affaccia inquieto sulla vita adulta per coglierne tutta l’intensità.

Sanno usare bene le parole le Lingue Sciolte, lasciano che si rincorrano lungo le dorsali di melodie a presa rapida o in appoggio a pianoforti emozionali, con qualche stridore di chitarra saltuario e un lavoro mai invasivo ma dinamico di basso e batteria. Le tracce accarezzano e accelerano, gli stop sono quasi improvvisi e definitivi, la voce leggermente arrochita tradisce un’inflessione abruzzese che sa veracemente di vino, chitarre, amori che vanno e vengono. Al fondo un’intenzione popular mai troppo smaccata che però s’infila facilmente sottopelle, vuoi per un’intuizione filmica appena accennata ma efficacissima (l’elettro-pop “Woody Allen”), vuoi per l’albeggiare rabbioso di un ragazzo che ha incontrato la polizia nel momento sbagliato (“Era mattina”), vuoi per una capacità di ritrarre figure con poche pennellate ed essere molto credibili (“Beatrice”). Vuoi soprattutto per il calibratissimo lavoro di scrittura melodica a cui corrisponde quello sugli arrangiamenti, buon artigianato di pesi e contrappesi senza oltraggi al buon gusto che scontorna i suoni e i versi come di rado accade.

Un ricamo acustico dolceamaro che si apre in un ritornello arioso per “Mi piaci solo d’estate”. Un luccicare d’occhi sui tasti bianchi e neri di una ballad di cuore come “Solo di te”. Un lavorio sui dettagli riscrivendo a proprio modo la classicità su “Indipendente”. “Neve” titola il tutto per la spontaneità con cui è nata in sala prove, quando accade quel qualcosa di magico che è un segnale da seguire. Ed è nella voglia di farle diventare non sette queste canzoni, ma quattordici ventuno ventotto che si giustifica la copertina bianca quasi crampsiana. I brani delle Lingue Sciolte non hanno bisogno di trucchi visuali, parlano da sé e parlano proprio bene. “Neve” lo ascolti una volta e quando arrivi in fondo vuoi rimetterlo su ancora.

Lingue Sciolte 3 (foto Eugenia Di Pasquale)900x

Lingue Sciolte – Biografia

“Lingue Sciolte” nasce nel 2015, ed è formato da Federico Vittorini (voce e chitarra), Marco Fontana (chitarra), Valerio Scarsella (basso e sintetizzatore) ed Andrea Orlandi (batteria e percussioni).

Il 22 aprile 2015 esce il primo singolo della band (vecchia formazione) “Io Sono Così”, seguito pochi mesi dopo da “Come il Vento”.

Nell’estate 2016 esce “Non Te Ne Rendi Conto”, e ad agosto si delinea quella che è l’attuale formazione della band, la quale verrà seguita da vicino e prodotta dalla ALTIrecords.

Da questa collaborazione nascono “Cose Che Vorrei Chiederti”, brano uscito ad ottobre 2016, e “Woody Allen”, partorito a febbraio 2017 e primo singolo estratto da “Neve”, disponibile dal 19 maggio.

Entrambi i brani sono disponibili su tutte le piattaforme musicali ed in tutti i Digital Store.

Nonostante il breve periodo di attività, le Lingue Sciolte hanno già collezionato partecipazioni ad importanti festival ed aperture ad alcuni dei più rappresentativi gruppi nella scena indie-rock italiana (Lo Stato Sociale, Ex-Otago, Nobraino, Après la Classe etc.).

Link

https://www.facebook.com/linguesciolte/