“Antropoparco”

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“ANTROPOPARCO”
(Lanoia)

Data di uscita: 17 febbraio 2015
Press kit: comunicato + foto

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“Antropoparco” è il primo disco de laBase, terzetto abruzzese che arriva all’esordio con nove tracce di scabro indie-rock in italiano. Uscito originariamente a febbraio 2015, questo lavoro de laBase viene riproposto da Macramè per una nuova opera di divulgazione di queste canzoni, in coincidenza con l’uscita del videoclip di “Primavera” prevista per le prossime settimane.

Il suono de laBase gravita attorno alle più classiche coordinate alternative di un disco incentrato sull’incontro teso e potente di chitarra, basso e batteria: la new wave di matrice anglofona, mescolata ad ingenti dosi di rumore di marca stoner con qualche fenditura psichedelica e alcuni squarci post-rock. Su queste soluzioni sonore si innestano testi molto intensi e sentiti, che fotografano con immagini insieme nitide e visionarie la realtà politico-sociale del presente e quella privata dell’individuo. Il tutto a testimoniare un lavoro di scrittura musico-testuale che da un lato non ha paura a combinare differenti soluzioni soniche e dall’altro infila nel quotidiano di chi ascolta una serie di versi acuminati e rabbiosi.

E’ forse questa, del resto, la peculiarità de laBase: quella di portare un punto di vista autoriale e personale dell’alternative rock in ogni aspetto della loro musica, sempre molto curato e sorprendente, a partire dalla scelta di dare un respiro diverso agli strumenti evitando le compressioni esasperate di questi anni.

Sorprendente e carico di significati è però anche il titolo “Antropoparco”, un neologismo che rappresenta un luogo immaginario ma terribilmente reale dove l’essere umano e la collettività sono rinchiusi come in un recinto da cui è impossibile uscire. L’antropoparco potrebbe essere un cyber spazio distopico, oppure semplicemente le quattro mura di una villetta dove giorno dopo giorno cresce il disagio esistenziale di due persone.

Quel che è certo è che dentro l’antropoparco gli esseri umani sono intrappolati in una specie di videogioco globale. Un parco-labirinto dove i personaggi non hanno la consapevolezza di essere manovrati da un giocatore ma nonostante ciò rimane loro la possibilità di scegliere se uscire o rimanere dentro – come nel labirinto in copertina dove il percorso bianco non ha vie d’uscite e quello nero sì.

A questo nichilismo di fondo laBase non si arrende e anzi rilancia contrapponendo una forma di lucido e vitale disincanto che trova in ogni traccia un esorcismo dal dolore e una via d’uscita dal “Caos X” dei nostri giorni. Perché le loro chitarre, le pelli della batteria, le corde del basso, gli amplificatori, le parole urlate parlano delle nostre vite, là dove un giorno o l’altro potrà rinascere la “Primavera”.

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 laBase – Biografia

laBase è un progetto rock/alternative nato qualche anno fa da un idea del cantante chitarrista Mirko Lucidoni e portato avanti nella sua fase embrionale con diversi musicisti. Raggiunge la formazione definitiva nell’autunno 2013 divenendo definitivamente un trio con il coinvolgimento di Antonio Campanella (ex bassista e fondatore degli Hiroshima Mon Amour) al basso e di Francesco Amadio alla batteria.
Rock essenziale oscuro e metallico e testi (in italiano) crudi e feroci come le favole per bambini, tra romanticismo e disincanto, nichilismo e fredda lucidità, diventano il marchio di fabbrica della band.
Tutto ciò si catalizza e “prende forma” nel febbraio del 2015 nell’album d’esordio Antropoparco, un monolite che fonde, in ognuna delle sue tracce, post-rock, noise, psichedelia, new wave e alternative anni ‘90.

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