“La Via del Sale”

MICHELE GAZICH
“LA VIA DEL SALE”
(fonoBisanzio / IRD)

Data di uscita: 29 settembre 2016
Press kit: comunicato + sito

Michele Gazich 2

Un tempo il sale era prezioso come l’oro e preziose erano anche le vie attraverso le quali veniva trasportato in tutto il mondo conosciuto: queste vie oggi hanno perso il loro senso originario e i luoghi che esse percorrevano sono abbandonati, quasi dimenticati. Un giorno anche gli oleodotti saranno dimenticati.

Sopravvivono ancora, tuttavia, musicisti e strumenti tradizionali legati ai tempi che furono, quando la via era importante. Ho recuperato questi strumenti arcaici e li ho accostati al mio violino, alla mia voce e ad altri voci e strumenti decisamente contemporanei, perché non volevo realizzare un’operazione nostalgica e revivalistica o un calligrafico esercizio di stile che non turbasse le coscienze. La vita è troppo breve per giocare. Ho perciò strappato questi strumenti alle loro terre e ho contestualizzato il loro rimpianto, il loro grido e il loro lamento in musiche e parole che ho composto oggi – qui ed ora – per raccontare l’Europa di oggi, fatta di resti industriali, maestose rovine del terziario, biblioteche sommerse dalle acque, città distrutte, migrazioni e barricate: le nostre contemporanee Vie del sale.

Ricca la tavolozza strumentale, che include strumenti contemporanei, strumenti della tradizione classica e strumenti popolari che mai hanno avuto cittadinanza al di fuori dei lori ambiti, come il piffero dell’Appennino (un oboe popolare dal suono dolce e potente) e la zampogna del Sannio (dove la zampogna nacque, in epoca pre-romana). Il tentativo è l’edificazione di un folkrock effettivamente italiano, senza prestiti anglosassoni o americani; risonante di strumenti folk effettivamente nostri e di melodie che rievocano la tradizione e la musica colta italiana e del mediterraneo, senza paura di contaminare i generi.

La cifra poetica della scrittura di parole per musica si offre al lettore/ascoltatore attraverso uno stile che pur retoricamente attentissimo, sorvegliato e ricco di allusioni alte (da Paul Eluard a Giovanni della Croce, da testi della tradizione ebraica a Bartolo Cattafi), è tuttavia al contempo immediatamente decodificabile, fatto di parole piane, schiette, comprensibili.

Gazich è ormai portatore di una visione totale della musica, insieme arcaica e contemporanea, come la sua voce, come il suo violino: strumento della più alta speculazione intellettuale, legato al mondo della classica, e al contempo fieramente popolare.

All’interno de La via del sale, tanto per dare un’idea e a titolo di veloce campionatura, coabitano felicemente, oltre a pifferi e zampogne, la voce punk di Rita Lilith Oberti, il lamento siciliano di Salvo Ruolo e la voce del testimone tedesco Frank Deja.

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Michele Gazich – Biografia

Michele Gazich è musicista, produttore artistico, autore, compositore, scrittore di canzoni. Attraverso le sue canzoni, Gazich è portatore di una visione totale della musica, insieme arcaica e contemporanea: come la sua voce, come il suo violino, strumento della più alta speculazione intellettuale, e al contempo fieramente popolare.

Michele Gazich opera professionalmente nel mondo della musica dall’inizio degli anni novanta, attraverso significativi e ripetuti tour in italia, Europa e USA. Numerosissime le collaborazioni: cantautori italiani e singer-songwriters statunitensi (tra cui Michelle Shocked a Mary Gauthier, da Eric Andersen a Mark Olson); orchestre; spettacoli teatrali; performances di poeti; colonne sonore cinematografiche; università e conservatori italiani ed esteri.

Michele Gazich, ad oggi, ha collaborato a più di cinquanta album, e otto a suo nome.

Artista sempre in viaggio, ogni anno più di cento concerti lo conducono in luoghi sempre diversi e sempre nuovi. Una dimensione di nomadismo artistico e di ricerca costante, che è diventata esistenziale. Michele Gazich, sempre con il suo violino: incarnazione contemporanea dell’ebreo errante.

Link

http://www.michelegazich.it