“La Febbre del Venerdì 13″

LA FEBBRE DEL VENERDI’ 13
“LA FEBBRE DEL VENERDI’ 13”
(Dischi Soviet Studio / distr. Audioglobe, 2015)

Data di uscita: aprile 2015
Press kit: comunicato + foto

la febbre del venerdi 13 copertina

E’ un venerdì 13 luglio dell’anno 2012. I Les Brucalifs, band nordestina dedita ad un acidulo brit-rock anglofono, devono suonare in uno dei tanti club della provincia italiana. Ma una febbre improvvisa che colpisce il batterista e il chitarrista e risparmia Andrea Zucaro, voce e chitarra del gruppo, lascia quest’ultimo a pensare ad un nuovo progetto musicale, questa volta in solitario. Un progetto rock, che mantenga l’amore per il brit ma lo converta alla lingua italiana. Il tutto con un nome che sembri quello di una band vera e propria. Nascono così La Febbre del Venerdì 13 e un magnetico disco d’esordio dal titolo omonimo.

Un debutto che per Andrea ha anche il significato di un punto di arrivo, ma con l’esigenza di ripartire per trasformare il weekend dopo quel venerdì maledetto in un sogno, in un’avventura che vada al di là della cabala avversa del 13. Nasce così un disco da viaggio, un album da ascoltare in macchina mentre la strada scorre e la notte avvolge lasciando solo i neon dei distributori come comete-guida. Dieci canzoni all’insegna di tre generazioni di rock d’oltremanica che si incontrano e mescolano in una visione della musica con l’autoradio a palla. Il suono per coprire con il volume le mille domande sul passato, sul presente e sul futuro che si affacciano nella testa per poi scomparire e tornare di nuovo nell’urgenza di chi scrive, suona e canta.

E’ un disco rotondo e seducente quello de La Febbre del Venerdì 13. Le canzoni scorrono veloci, forti di un lavoro sul ritmo che non morde mai il freno, mentre le chitarre illuminano le melodie e squarciano mondi immaginifici. Ma è anche un disco riflessivo, nel quale si parla spesso di ciò che viviamo nella nostra testa, fra aspettative, atteggiamenti mentali e ricordi. Lì viaggiano gli stati d’animo e le nostre incertezze, in un paesaggio spesso desertico o addirittura esotico, come è quello evocato a tratti dai testi volutamente “dentro” la musica, parole che non disdegnano immagini decisamente popular e citazionismi assortiti.

Da buon amante del pop-rock anglosassone, Andrea Zucaro nelle sue canzoni disegna melodie a presa rapida, dove le chitarre sono sulfuree e psichedeliche mentre il mood è una versione contemporanea di quello del miglior beat italiano degli anni Sessanta. La scrittura spesso si avvicina invece a certe cose del cantautorato italiano più attuale, altre volte vive di una sua propria follia solo apparentemente insensata. Sono tutti questi ingredienti – insieme alla produzione di Matt Bordin (Mojomatics, Squadra Omega) e alla registrazione in analogico su bobina – a fare de “La Febbre del Venerdì 13” un disco estremamente caldo e “sudato”. Proprio come chi guida in uno dei tanti deserti della provincia italiana. O come chi ha la febbre. Quella febbre di quel maledetto venerdì 13, che ad Andrea ha portato molta fortuna.

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La Febbre del Venerdì 13 – Biografia

Andrea Zucaro (aka Babbo Ciaimani), dopo anni di concerti fra Veneto, Friuli, Emilia, Lombardia, Liguria e Francia, palchi condivisi con Le Luci della Centrale Elettrica, Soviet Soviet, Captain Mantell, New Candys, The Charlestones e dopo 3 EP tutti in Inglese (l’ultimo, dal titolo ‘Tearunner ‘, lodato da ottime recensioni) decide di mettersi alla prova con la sua madrelingua e inizia a registrare da solo il primo demo in Italiano ‘Sfidi mai ‘, da quel giorno ad oggi non si è più fermato e ‘La Febbre del Venerdì 13′ è il suo debutto full length.

Link

https://soundcloud.com/fv13
http://ww.lafebbredelvenerdi13.it
http://fv13.bandcamp.com