“Il Mare di Dirac”

LA BELLE EPOQUE
“IL MARE DI DIRAC”
(Autoprodotto)

Data di uscita: 13 novembre 2015
Press kit: comunicato + foto

labelleepoque

Nel 1930 il fisico inglese Paul Dirac inventa un modello teorico del vuoto visto come un mare infinito di particelle di energia negativa. E’ “Il Mare di Dirac”, concetto quantistico decisamente astratto che La Belle Epoque ha deciso di usare come titolo del suo (molto più fisico e intenso) disco d’esordio.

Otto tracce di indie-rock d’autore fieramente instabile ed elettrico accomunate dalla necessità di convogliare l’attenzione dell’ascoltatore verso tutto ciò che – proprio come le particelle del Mare di Dirac – spesso passa inosservato e scorre quasi senza far rumore giorno dopo giorno, ma che è quanto di più importante una persona possa desiderare nella vita come nei rapporti umani.

“Il Mare di Dirac” deriva da quasi un anno e mezzo di intenso lavoro sulla scrittura dei brani e maniacalmente sull’arrangiamento degli stessi. Ma il disco nasce anche dall’incontro di quattro musicisti molto diversi tra loro a livello caratteriale e artistico, che sembrano trovarsi magicamente a loro agio solo quando riescono ad esprimersi su un palco sotto l’egida La Belle Epoque, senza compromessi o limitazioni. Voci e chitarre disegnano melodie a volte dolci e a volte insolite e urticanti; basso e batteria innestano soluzioni ritmiche che tolgono il respiro o aprono spazi straniati. E di tanto in tanto un piano, una tastiera o una chitarra diversamente modulata intervengono a scompaginare ulteriormente le carte e a tendere un agguato a chi ascolta.

E’ un suono anni Novanta quello de La Belle Epoque, che la band, in una visione personale e umorale di tale influenza, ha cercato di tenere volutamente “retrò” e il più possibile live. Ciò anche grazie al fatto che il disco è stato registrato in uno studio unico nel suo genere, ovvero Il Teatro delle Voci di Treviso, uno degli studi di registrazione più grandi d’Europa, con un’acustica ambientale variabile, sotto la sapiente guida di Jean Charles Carbone, ingegnere del suono, produttore, arrangiatore e polistrumentista. I brani infatti sono stati catturati interamente in diretta, in un’unica grandissima sala di ripresa (come avveniva ad esempio nella studio 2 di Abbey Road), con un intreccio di strumentazione attuale e vintage, il tutto integrato da poche – ma molto particolari – sovraincisioni e da una registrazione della voce con attrezzature esclusivamente analogiche.

Su questo lavoro d’artigianato “in forma di decibel” si appoggiano testi che sono per scelta in lingua italiana, liriche scritte quasi sempre di getto, a cuore aperto, per ritrarre attimi di vita, scelte ed occasioni. Parole intime, che inizialmente si nascondono per poi aprirsi piano piano e diventare universali. Svelando quell’altra faccia delle cose che, come nella visione romantica del Mare di Dirac, possono dare un senso alle vite di ognuno, laddove altrimenti ci sarebbe soltanto il vuoto.

 Copertina

“La copertina del disco – racconta La Belle Epoque – è un gioco di colori, quasi un quadro, in cui l’analogia tra i suoni e i colori vuole cercare di associare la copertina stessa all’idea di ‘quadro sonoro’. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che l’immagine tuttavia non è dipinta, ma una fotografia definita e localizzabile nello spazio, resa enigmatica semplicemente da un elemento: l’acqua. L’intera grafica è poi sviluppata sul contrasto cromatico tra la variopinta copertina ed un colore scuro predominante.”

La Belle Epoque 3 (foto Marco Nava) 900x

 La Belle Epoque – Biografia

La Belle Epoque è una band alternative rock bergamasca attiva dal 2009. E’ composta da Luca voce e chitarra, Dario voce chitarra e tastiere, Paolo alla batteria e Daniele al basso.
Sin dall’inizio la band vuole dare un’impronta ben definita delle proprie sonorità e lo fa muovendo i primi passi con un’accurata selezione di cover di matrice anni 90, con arrangiamenti ed intermezzi dedicati. Non mancano tuttavia gli spazi per dedicarsi ad un’iniziale stesura di materiale inedito.
Trovando una dimensione sempre più personale con l’importante scelta dei testi in lingua italiana, nel febbraio 2012 viene autoprodotto un demo-ep dal titolo “Rumori dal piano di sotto” contenente 3 tracce inedite. Il demo viene utilizzato prevalentemente come presentazione per il circuito live e ricerca delle date, attività che riscuote un buon riscontro nell’ambiente locale sino ad arrivare nel 2014 su palchi di maggiore importanza quali ad esempio La Birroteca Rock o l’Elav Indie Festival. Prosegue nel frattempo senza sosta la stesura di nuovi brani.
Parallelamente al lavoro di creazione la band propone apparizioni in versione acustica, proponendo anche in questo caso una selezione molto accurata di cover internazionali completamente arrangiate per l’occasione con una strumentazione ricca di particolari quali ad esempio il mandolino, il violino, il contrabbasso, la tromba ed il pianoforte.
Il sound e gli arrangiamenti diventano nel tempo più personali e riconoscibili. I pezzi vedono convivere intrecci melodici armoniosi con incursioni elettriche più spinte, trovando una sorta di equilibrio negli intrecci di chitarre e tastiere. Mossi dal buon riscontro live e con diversi nuovi brani nel cassetto la band decide negli ultimi mesi del 2014 di dare il via al processo di realizzazione del primo disco ufficiale.
Il progetto prende forma tra febbraio e maggio 2015, con un’intensa sessione di registrazioni presso Il Teatro delle Voci di Treviso, uno dei più grandi e più particolari studi di registrazione d’Europa, guidati dalla sapiente supervisione di Jean Charles Carbone, ingegnere del suono, produttore, arrangiatore e compositore.
Nasce così “Il Mare di Dirac”, un disco di otto tracce dal sapore decisamente live, con la quale la band vuole allargare gli orizzonti locali e spingersi in un panorama decisamente più ampio.

Link

https://www.facebook.com/labelleepoqueband
https://soundcloud.com/la-belle-epoque