“Freddocane2″

FREDDOCANE
“FREDDOCANE2″
(Autoprodotto, 2014)

Data di uscita: 9 dicembre
Press kit: comunicato + foto

freddocanecopertina

“Freddocane2” è il nuovo disco dei Freddocane, compagine proveniente dalla più profonda provincia bergamasca che arriva al secondo lavoro a tre anni dall’esordio. Una band molto diretta e impattante, essenzialmente elettrica e dal drumming a dir poco incisivo. Un manrovescio di follia alle ipocrisie e alle convenzioni dominanti, che in questo nuovo lavoro fa evolvere scarnificandola sia la scrittura che il sound.

Chitarra, basso, batteria. Voce decisa e potente. Un suono che è rock, indomito e destabilizzante, ma si sporca anche di funky, reggae, psichedelia e di qualche curvatura melodica tutt’altro che rassicurante. Questo sono i Freddocane. “Cos’è sta merda?!” dice uno di loro all’inizio di “Lei lo sente” riferendosi a un gruppo dell’italico “rock” (virgolette d’obbligo) e basta questo per capire lo spirito di una band che bada al sodo e non ama molto le formalità.

“Freddocane2” è il disco della presa di coscienza e della reazione incazzata, mentre il lavoro precedente era l’album dell’incoscienza e del rimpianto. Qui la band, evitando qualsiasi sproloquio politico e sociologico, prova ad analizzare la società che ci circonda e i rapporti tra le persone, sbeffeggiando l’ordine costituito e massacrando la classe media standardizzata. Del resto ai Freddocane non interessano le storie del tipo “ti-amo-mi-lasci-sono-distrutto” quanto piuttosto infilare il coltello delle loro canzoni nelle piaghe della società, provando a tirarne fuori le contraddizioni e le storture ma sempre in modo poco consolante e normalizzato.

Le tracce del disco sono nate da una serie di jam session che il trio ha portato avanti in studio nei mesi scorsi. L’obiettivo era quello di arrivare a canzoni più grezze e “primordiali” rispetto al lavoro precedente, come in una specie di agguato teso all’ascoltatore e alle sue certezze. I testi, scritti tutti da Ivano (tranne uno condiviso con Beppe), procedono anch’essi con essenzialità e si basano soprattutto su suoni che vogliono evocare una certa sensazione piuttosto che un significato ben preciso. Il taglio delle liriche è insomma in qualche modo kerouachiano, con citazioni e giochi di parole (il testo di “Fa ch’entri” si può leggere “Fa ch’entri come entrai” oppure “Fuck entry, come and try”) o versi praticamente identici in cui cambiano solo alcune parole per dare sfumature diverse. Non stona in questo senso la presenza di un brano come “Senza respiro”, il cui testo nasce da una poesia della poetessa Margherita Guidacci.

Ma la voglia di instabilità dei Freddocane la si percepisce anche dalle molte citazioni di cui sono infarciti le parti musicali, i testi e gli spezzoni sonori fra un brano e l’altro (dove non mancano momenti puramente sperimentali). Traccia dopo traccia si riconoscono citazioni di riff dei Them Crooked Volture, scampoli da “Il grande Lebowski” e “Otto e mezzo”, oltre ovviamente alle due cover conclusive scelte come continuazione di quella “matta presa di coscienza” che attraversa dall’inizio alla fine questo sorprendente nuovo lavoro di Beppe, Ivo e Ale.

Freddocane1

Freddocane – Biografia

Il progetto Freddocane nasce in una fredda ed imprecisata giornata del lontano marzo 2009 con l’intento di sviluppare sonorità proprie, che abbiano forti basi rock-stoner con frequenti incursioni in altri generi. Più che di crossover qui si parla di una vera e propria ricerca del suono a cui partecipano tutte le influenze, anche molto diverse tra loro, dei tre musicisti: Ivano Colombi (Chitarre, synth e rumori vari), Beppe Fratus (Voce e basso) e Stefano Guidi (Batteria).

A dicembre 2009 la band partorisce l’EP omonimo composto da sei brani.

Sempre a dicembre ma del 2010 la band si chiude nel GB Records studio e registra questa volta l’album omonimo. Le registrazioni non durano molto, il materiale è già pronto e deve essere messo solo su supporto mantenendo una certa freschezza e spontaneità, senza troppi ritocchi od eccessive sovraincisioni.

Il risultato è un’ora precisa di Freddocane: rock, grunge, psychedelia, stoner, blues e funky, post-rock e avanguarde, musica dodecafonica, atonale e aleatoria, un mix eterogeneo ma compatto.

I testi si ispirano alla “spontaneous prose” Kerouachiana, ma anche allo stile nervoso ed asciutto, quasi giornalistico di Bukowski. Non mancano poi sperimentazioni quasi sempre di matrice beatnik come il cut-up, oltre ad una certa ironia sia nei contenuti che nell’uso di neologismi e giochi di parole che avanzano quasi sempre per assonanze e/o per dissonanze.

L’uscita dell’album è fissata per il 31 gennaio 2012, l’album riscontra pareri favorevoli da quasi tutta la critica e lo dimostrano le ottime recensioni sia sulle webzine che sulle testate giornalistiche cartacee.

Il 2012 è dedicato alla promozione live dell’album con altrettanto parere favorevole del pubblico ai concerti.

Ad agosto 2012, a causa degli impegni eccessivi con i Caponord che firmano per la Warner, Stefano Guidi è costretto a lasciare il progetto e viene sostituito da Alessandro Belotti per la restante parte del tour promozionale.

La nuova formazione inizia subito a fare quello che sa fare meglio, registrare jam session e da queste sviluppare nuovo materiale.

A inizio 2013 la band si chiude in studio a registrare una decina di nuove canzoni per il prossimo album che uscirà a fine 2014 con titolo “Freddocane2”.

Link

http://www.facebook.com/freddocane
http://www.youtube.com/freddocaneband
http://www.twitter.com/freddocane