“La via della salute”

FEDORA SAURA
“LA VIA DELLA SALUTE”
(Pulver & Asche Records, 2014)
distr. pulverundasche.com

Data di uscita: 9 giugno
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fedora copertina

Prendono Gaber, il teatro-canzone, la sua radicalità di pensiero. Lo ripassano con il salmodiare programmatico dei CCCP e vi aggiungono frustate no-wave, contrazioni jazz-core, addirittura sprazzi di reggae dimesso e istantanee elucubrazioni prog. Si chiamano Fedora Saura e non sono italiani, ma svizzeri. E dal Ticino, terra di invisibili confini culturali che nelle loro mani esplodono gioiosi, guardano all’Europa. All’Europa cristiana, all’Europa della moneta e del pensiero unici. E cercano “La via della salute”.

Così si intitola il secondo disco del progetto di Marko Miladinovic e compagni. Un’opera anti-cristiana e anti-capitalistica, contro i fantasmi, per un’Europa laica, in ogni senso e in quello etimologico. “La via della salute” è un lavoro eccentrico, provocatorio, destabilizzante. Di una band che ha la stessa indole delle avanguardie europee del primo Novecento. E intanto respira l’utopia di un’Europa diversa, nuovamente feconda grazie alla sua identità culturale.

I Fedora Saura stanno architettando una rivoluzione beffarda (“Il popolo è pronto / per la rivoluzione / scontrino alla mano / questa volta sarà nostra!”). Per fare ciò, in nove tracce concepite come un unico cabaret-spettacolo, tratteggiano il loro personalissimo tazebao filosofico e (im)morale. Sono i solitari capostipiti di un’altra generazione che ha perso, sì, ma loro desiderano trovare la salute. E per questa umanità soggiogata da preti e poliziotti, che si emancipa solo grazie alle artiste visive (“Per la nostra età non vogliamo pubblicità!”), i Fedora Saura si fanno artefici di un nuovo piano quinquennale, questa volta niciano, cioè di stampo umanista e libertario. Restando protetti dall’ombra del loro sardonico patto di Gorizia, patria natale di Carlo Michelstaedter (“tipico rappresentante della mentalità materialistica dell’Ottocento” come amava definirsi lui stesso) a cui il disco è dedicato.

Del resto anche gli svizzeri ballano la samba, ma lo fanno sulle rovine esistenziali dell’Europa attuale. E proprio mentre ne fotografano le nevrosi con staffilate elettriche che trasformano “No New York” in “No Bruxelles”, scrivono canzoni che sono un augurio di gioia, felicità e potenza. Perché “La via della salute” non sta in pensiero né dà conforto. Bensì fa senso e crea valore. Genera inconscio, critica e utopia.
E sta dalla parte dell’umanità, “Bellissima / violenta e gentile”.

Fedora Saura 3_900x

Fedora Saura – Biografia

Fedora Saura è cavallina storna da corsa e quintetto di musica contemporanea.
Nasce nel 2009 da Marko Miladinovic (voce e chitarra) e Zeno Maspoli (batteria).
Qualche anno più tardi si aggiungono Giovanni Cantani (produttore del disco di esordio “Muscoli in musica / Scelta degli uguali” e successivamente bassista), Marco Guglielmetti (polistrumentista), Claudio Büchler (piano/tastiere), e la cantante lirica Sandra Ranisavljevic.
Rielabora, nella tradizione europea, elementi letterari (Nietzsche, Michelstaedter, Joyce, Eliot, Kraus, Deleuze), artistici (quali furono quelli del movimento dada e futurista) e musicali, quali il teatro canzone satirico di Ettore Petrolini e quello politico di Giorgio Gaber.
Con il contributo di Pro Helvetia, ha presenziato al primo evento mondiale dei giovani artisti “WEYA” (World Event Young Artists) svoltosi a Nottingham nel 2012, e alla Biennial of Young Artists from Mediterranean Europe (BJCEM), svoltasi nella Mole Vanvitelliana di Ancona, nel 2013.
Ha inoltre performato uno spettacolo-concerto alla Baselland Kunsthaus nel 2012 e nella regione insubrica è stata ospite di Groundzero, chiassoletteraria, Gwenstival, Studio Foce, Cambusindie Locarno, spazio d’arte La Rada, Lugano Buskers Festival, CS()A Molino, Arcifuorirotta Treviglio e il club Le Scimmie a Milano.
Di lei è giustamente detto: “Ingoia la forma canzone per sputarla come fosse un elemento estraneo alla cultura popolare”.

Link
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Per concerti
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