“Cuttuni e lamé”

ELEONORA BORDONARO
“Cuttuni e lamé. Trame streuse di una canta storie”
(Finisterre / Felmay)

Data di uscita: 28 ottobre 2017
Press-kit: comunicato + foto

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“Streuse vuol dire bizzarre, originali. Canta storie perché vengo da Paternò che in Sicilia è il paese dei cantastorie, quelli che, con la chitarra e il cartellone, andavano in giro per le piazze e il tetto dell’auto era il loro palco”

Ci sono dischi di musica popolare che, prima di ogni altra cosa, ribadiscono come la musica popolare non si estinguerà mai. Sono dischi di canzoni dalle radici profondissime, venature che nutrono rami verso il cielo e il futuro e intanto irrorano la terra, la rendono più fertile, più bella e vasta. Non contano la globalizzazione, la sempre maggiore omogeneità culturale, gli incespichi di memoria di un Paese smemorato. Questi dischi rimarranno, quali nicchie in carsico allargamento, pulsanti dal nostro passato al presente e dal presente ad un domani di tradizioni, scritture e storie che si rinnovano.

Così è per per “Cuttuni e lamè. Trame streuse di una canta storie”, il disco di debutto di Eleonora Bordonaro uscito lo scorso ottobre per Finisterre / Felmay e oggi rilanciato da Macramè. Un debutto sì, ma soprattutto il punto di arrivo e ripartenza di un percorso dalle innumerevoli esperienze e collaborazioni (Ambrogio Sparagna, Peppe Servillo, Michele Lobaccaro dei Radiodervish, Patrizio Trampetti). Un tragitto che negli anni ha racchiuso dentro la voce straordinaria e poliedrica di Eleonora (“Mi accendo quando canto, sento tutto e sono salva” canta in “Vuci”) la ricerca sulle musiche e i testi antichi, la selezione su quelli contemporanei, l’attività di interprete e quella di cantautrice. Senza dimenticare il teatro, l’indagine sul suono e quella sull’identità femminile da un punto di vista psicanalitico e introspettivo, invece che sociologico o politico.

E’ tutto questo “Cuttuni e lamé” (“Cotone e lamé”): tredici canzoni fortemente espressive, carnali, laviche e marine; prodotte da Puccio Castrogiovanni dei Lautari, ospiti nel disco insieme ad Alfio Antico, Seby Burgio, Denis Marino, Mauro Cavallo (autore con Eleonora di “Tri Tri Tri”), Giuseppe Condorelli (che ha firmato “E poi ci su i paroli” con Castrogiovanni), e Mario Incudine (sua la melodia del “Lamento di Maria”). Un lavoro che riporta il mondo dei cantastorie fra brani della tradizione e canzoni autografe scritte in un siciliano raffinato e rappresentativo, recuperando in un episodio anche il Gallo-Italico di San Fratello, lingua misteriosissima portata dai Normanni sull’Isola con la sua mistura di dialetti del nord Italia, francese e lingua siciliana, patrimonio di pochissimi custodi gelosi e orgogliosi.

Dal primo all’ultimo brano “Cuttuni e lamé” è un viaggio vorticoso e viscerale fra molteplici suggestioni culturali. I “Canti Popolari Siciliani” raccolti e illustrati da Lionardo Vigo e le ricerche di Alan Lomax vengono rinnovati alla luce della poesia contemporanea e affiancati da musiche originali, mentre non mancano canzoni scritte da Eleonora Bordonaro come songwriter. Il suono è omogeneo e riconoscibile, non manca il fascino ipnotico di pezzi solo marranzano e voce, ma anche episodi che richiamano in modo deciso il manouche, il blues e il tango.

Il filo conduttore è uno sguardo curioso e divertito sulle donne, che come in un’inquadratura cinematografica passa da un campo lungo ad una soggettiva, da generale si fa sempre più intimo, vicino, personale, abbracciando pure l’intensità della passione amorosa e una spiritualità contadina, umana e simbolica. L’ironia sottende le scelte dei brani, ma è un’ironia appuntita, femminile, il marchio che accomuna le tredici tessere della tracklist, ciascuna a rappresentare un pezzo di personalità, un interesse, un gioco, un atteggiamento, una visione.

Di fondo un approccio interpretativo drammaturgico riadattato alle diverse scene di ogni canzone. La cadenza beffarda di “La tassa di li schetti”. La techno atavica di “Tri Tri Tri”. Una dolentissima ballata d’amore come “Lu cielu unni situ”, scritta per uno spettacolo di Mimmo Cuticchio. La seta d’archi e il solo voce dei due brani dedicati a Maria (“Lamento di Maria” e “Maria passa ppi na strata nova”). La messa in scena rabbiosa e altera dell’ancheggiante e waitsiana “’A partita”. Una title-track piano e voce da grande cantautrice e osservatrice del mondo femminile. A chiudere “Ucch’e l’arma”, un approdo, anzi l’Approdo, profuso in un grido di gioia vibrante e ancestrale. “La fomna mias u Djavu n’to dijarò” si legge nel retrocopertina di “Cuttuni e lamé”. La Donna ha chiuso il Diavolo nella Brocca. E gli ha cantato la bellezza della terra e del cielo.

Eleonora Bordonaro 3 (foto Renè Purpura)_900x

Eleonora Bordonaro – Biografia

Cantautrice, interprete e ricercatrice siciliana, si occupa di musica popolare reinterpretando canti siciliani di tradizione orale, dalla poesia popolare a quella dei cantastorie, dal repertorio contadino a quello sacro, con particolare attenzione al racconto del mondo femminile.

Autrice di Cuttuni e lamé. Trame streuse di una canta storie, edito nel 2017, con la produzione artistica di Puccio Castrogiovanni e la partecipazione di Alfio Antico.

Si interessa alla riscoperta del prezioso patrimonio poetico nella lingua gallo italica di San Fratello, Messina e, nel percorso di esplorazione delle isole linguistiche ancora vive in Sicilia, ha preso parte al progetto Skanderband, che lavora sul repertorio Arbereshe.

Dal 2008 è cantante solista dell’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, diretta da Ambrogio Sparagna.

Nel 2013 ha inciso La Custodia del Fuoco con il Majarìa Trio, in cui si rielaborano i testi delle raccolte ottocentesche di Lionardo Vigo e Giuseppe Pitrè in chiave etno jazz.

Ha fondato la Casa Museo del Cantastorie di Paternò, centro di produzione e creazione dell’arte della narrazione e ha cantato le colonne sonore di film per il cinema, documentari e video d’arte tra cui Mine Vaganti di Ferzan Ozpetek, Romanzo criminale di Stefano Sollima, La doppia ora di Giuseppe Capotondi, La Siciliana ribelle di Marco Amenta.

Canta in siciliano, italiano, portoghese, inglese, spagnolo e gallo-italico.

Link

http://www.eleonorabordonaro.com