“Le nuvole si spostano…”

EDOARDO CHIESA
“Le nuvole si spostano comunque”
(Dreamingorilla Rec / L’Alienogatto)

Data di uscita: 19 gennaio 2018
Press kit: comunicato + foto

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In copertina la metà di un frutto essiccato, l’Araujia, i cui fiori sono al tatto delicati come la seta. Sullo sfondo un panorama di nuvole calde e sinuose, tracciate con fare d’artigiano, e un mare profondo. Quasi una sciarada, o un rebus, la copertina di “Le nuvole si spostano comunque”, il nuovo disco di Edoardo Chiesa a due anni abbondanti da “Canzoni sull’alternativa”, il fortunato debutto a cui è seguito un tour di un centinaio di date.

Seta, nuvole, mare. “Quando ho deciso di dedicarmi ad un nuovo disco – racconta lui – avevo ben chiaro in mente che cosa volevo. Si trattava di fare un disco che, rispetto al primo, si muovesse di più sulla sfera emotiva e lo facesse con pochi ma efficaci elementi. Volevo che i suoni al suo interno fossero reali e caldi e che il cantato non urlasse, ma raccontasse. Volevo qualcosa di semplice ma allo stesso tempo potente e vero”. Cioè dieci canzoni di cantautorato pop interamente acustico, chitarra-voce (il titolare), batteria (Andrea Carattino), basso (Damiano Ferrando) e nient’altro, se non un’attenzione al dettaglio determinante e al calore del suono ottenuti con una registrazione in presa diretta e su nastro – quest’ultimo passato fra le sapienti mani di Luca Tacconi del Sotto il Mare Recording Studios di Povegliano Veronese (VR). Perché in fondo “il moderno metodo multitraccia fa diventare la registrazione un atto quasi chirurgico, privo di alcuna magia e interazione tra i musicisti.”

Power trio elegante ed emozionale quello del cantautore savonese: un suono modernista giocato su una tensione ritmica che si scioglie nel ritornello insieme ad una voce verace e leggermente screziata rispetto al passato. Un allontanamento dai suoni roots dell’esordio verso una concentrazione pop da manuale, la tradizione cantautorale nostrana ben presente, il basso a spargere buone vibrazioni marine, un songwriting delicato ma intenso quando serve, la chitarra setosa, verso dopo verso quelle cinque-sei parole messe in fila come si deve, solo leggermente poetiche, spesso quotidiane, immediate. E un’inquietudine di fondo che sfocia in una serenità conquistata: “don’t worry, be happy” che tanto, appunto, le nuvole si spostano comunque, no?

La tracklist apre con l’uno-due fascinoso di “Occhi” (una canzone d’amore, anzi una canzone sulla necessità dell’Altro) e “Dietro al tempo” (un vagheggiare filosofico da commozione) che mettono subito in chiaro, a suon di curvature melodiche mai troppo pronunciate, cosa significa fare un disco semplicemente con tre strumenti e sfruttarne tutte le possibilità espressive.

Da lì in poi è un passaggio di scoperta in scoperta, del resto “queste canzoni sono nate come piccole epifanie” e tali rimangono se è vero che ascolto dopo ascolto questi brani svelano sempre qualcosa in più. Magia, rabbia, stupore, domande. “Il Filo” tirato per andare controcorrente rispetto alla superficialità social(e); “Se fossi in te” a sputare fuori il rospo che rimane in gola dinanzi a chi ha tutte le risposte e le sicurezze; “La chiave” a riassumere tutto come in un gioco enigmistico. E infine l’amore, vedi la splendida chiusa di “Un’altra vita”, canzone che chiunque vorrebbe sentirsi cantare, con quel tanto di lieve semplicità che si porta dietro. Un qualcosa che è apparentato con la verità di stare al mondo. La guardi, ed è una nuvola infuocata. La tocchi, ed è seta.

Edoardo Chiesa 1 (foto Marta Ballestrero)

Edoardo Chiesa – Biografia

Edoardo Chiesa è nato nel 1985 e da quando ha dieci anni studia chitarra prima classica e poi moderna. Nel frattempo approfondisce il linguaggio del rock, del blues e del jazz con il maestro Marco Cravero. Frequenta anche seminari e masterclass di perfezionamento con Robben Ford ed Enrico Rava.

Nel 2006 è finalista del concorso “Un anno a Londra con GuitarX” indetto dalla rivista Chitarre.

Dal 2011 insegna chitarra moderna.

Nel 2008 è cofondatore e ad oggi ex membro del progetto Madame Blague con cui incide un disco di canzoni inedite in inglese dal titolo “Pit a Pat” che esce nella primavera del 2013 per Dreamingorilla Records.

La sua passione per la musica cantautorale e per i racconti di ogni genere lo portano piano piano a spostare il suo interesse musicale verso il songwriting.

Nasce così il suo primo disco da cantautore “Canzoni sull’alternativa”, uscito a marzo 2015 per L’Alienogatto / Dreamingorilla Records.

La promozione del disco lo porta in tour per il tutta Italia in circa 100 date (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Lazio, Marche, Emilia), ad aprire concerti di artisti come Francesco Tricarico, Ettore Giuradei, Egle Sommacal (Massimo Volume), Bandabardò ma anche a partecipare ai due appuntamenti del festival Collisioni (a San Daniele del Friuli e a Barolo) e all’evento Repubblica Next di Genova.

Vince il contest “Su la testa” 2015.

“Canzoni sull’alternativa” è stato selezionato tra le migliori 50 opere prime in gara per il premio Tenco 2015.

Nel 2016 è finalista del concorso “New sound of acoustic Music” dell’acoustic guitar meeting di Cremona e nell’estate 2017 partecipa per il terzo anno consecutivo al “Collisioni Festival” di Barolo. Sale anche sul palco dell’Imperia Unplugged Festival condividendo la scena con Ermal Meta.

Ad inizio 2018 pubblica il nuovo disco “Le nuvole si spostano comunque”.

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