“Meccanismi e Desideri…”

DEVOCKA
“Meccanismi e Desideri Semplici”
(Dimora Records / distr. New Model Label)

Data di uscita: 30 marzo 2018
Press-kit: comunicato + foto

copertina900x

“Qualcosa sulla vita” diceva quel tale, anno di grazia 1997, a fondare una genie, arrivata sino ad oggi, di fini dicitori. Fini non tanto in verità, ma duri, costolari. Gente facile alle parole in eruzione dallo sterno, chitarre basso batteria in catarsi, una modalità nuova in Italia fra post-rock, post-hardcore ma soprattutto post-cantautorato, con quella capacità straordinaria di trovare un altro tipo di lirismo, antipoetico eppure impattante.

A questo modo – che è anche soprattutto un mood – appartengono i Devocka sin dal primo disco del 2006 per arrivare a questa quarta uscita, titolo “Meccanismi e Desideri Semplici”. Ultimo parto dopo un periodo di stasi e una lunga gestazione, sei anni in tutto dal precedente “La Morte del Sole” (2012), con tanto di cambio di line-up e ingresso al basso di Alessandro Graziadei.

Un disco, come gli altri, che arriva all’essenza delle cose, ci fa i conti e gli stati d’animo non sono mai belli. Si spurgano le paure e le ferite, si cerca una sopravvivenza e ci si ritrova, nonostante tutto, a vivere. Grazie ad uno sciamanesimo di pelli e amplificatori. Ad una ritualità che si ripete e rinnova nella sua necessità basilare. Resilienza la chiamano oggi. La capacità di assorbire un urto senza rompersi. Invece bisognerebbe chiamarla per quella che è: resistenza. La forza di reagire ad un urto con un altro urto, opporsi ad un diffuso conformismo da sentimenti tenui, dare tutto per ricevere tutto in cambio. “Vita, a noi due!”, diceva quell’altro tale. Ed è proprio così in queste undici canzoni fra rock, post-punk e deviazioni che scontornano le tracce.

A questo giro i Devocka fanno il classico disco della maturità, ma è una maturità che non perde la propria intensità necessaria, anzi. Fed Nance produce, registra, mixa e suona la determinante chitarra di “Bestemmia”. Manuele Fusaroli ci mette il mastering. L’esito è un suono più a fuoco, più dettagliato, ricco di sfumature, che potenzia il cluster esistenziale brano dopo brano, la perentorietà della proposta (“e ricorda bene / siamo già finiti!”, dal singolo con video “Siamo già finiti”). Gli arrangiamenti indossano un vestito ricercato, dove conta molto l’utilizzo di sintetizzatori e drum machine, di echo a nastro su voci e chitarre. Il tutto si mescola alla classica potenza nelle ritmiche e alle reminescenze noise, marchio di fabbrica della band, che a registrazioni ultimate ha deciso di allargare la line up ad un quinto elemento.

I testi risultano più ragionati meno istintivi, “Nel Vortice” nasce a sei mani con Paolo Topa de Il Vuoto Elettrico e Manuel Cristiano Rastaldi degli ZiDima in un’ideale connessione di approcci tellurici. “Lezione a Memoria” è liberamente ispirata al romanzo “Viaggio al termine della notte” di Louis-Ferdinand Céline, “Ultimatum di un errore” non risparmia uno sbocco d’odio. “E’ lei che bestemmia splendidamente / si vanta di spaccarmi con un pugno!” è l’incipit di “L’apice del masochismo” che a fine ascolto ti ricordi. Ma è anche il songwriting a sorprendere: “Questa distinzione” drena una cadenza di tastiera e voce per preparare la deflagrazione conclusiva; “Un bacio cieco ed interminabile” la diresti quasi una ballad acustica.

Sono ricomparsi i Devocka e l’hanno fatto con un disco che segna all’ascolto e non lascia indifferente. “Qualcosa sulla vita” si diceva all’inizio e qui di quel “qualcosa” c’è davvero tanto. O come dicono loro “viverla interamente / perderla per sempre / ritrovarla ancora”. Bentornati.

Devocka 1 (foto Stefano e Fabio Selvatici)900x

Devocka – Biografia

Devocka è una band d’ispirazione new wave e punk-noise, nata a Ferrara nel 2003. Comprende Igor Tosi (voce), Matteo Guandalini (chitarra), Alessandro Graziadei (basso) e Ivan Mantovani (batteria). Il nome della band è ispirato ad Arancia Meccanica.

Nel 2006 il disco d’esordio Non sento quasi più (CNI) porta la band a suonare in tutta Italia, aprendo i concerti di Santo Niente, Perturbazione, Ulan Bator. Segue Perchè Sorridere?! (2009, Nagual/Nomadism Records), prodotto dal già Teatro degli Orrori Giulio Ragno Favero, tra l’altro chitarrista in due brani. Il disco fa gridare alla rivelazione, permettendo alla band di esibirsi a Birmingham (UK) nella storica manifestazione Rock4Rights. Il terzo capitolo s’intitola La Morte del Sole (2012, I Dischi del Minollo) e affronta i territori del post-punk, indagando la dimensione paranoica della quotidianità. La band suona diversi concerti, in apertura al Teatro degli Orrori. Nello stesso anno partecipa ad un disco tributo (Disco Dada Records) a Il Santo Niente con Maelstrom. Nel 2013, in occasione dei dieci anni di attività, distribuisce in free download 10, con i brani più rappresentativi e con l’inedito Altrimenti. Segue un periodo di stasi della band e diversi cambi in line up. Il 2018 è l’anno del ritorno sulle scene con il nuovo disco, Meccanismi e Desideri Semplici, in uscita per Dimora Records.

Link

https://www.facebook.com/devockaband/
http://www.devocka.com