“+ Love – Stress”

CATO
“+ LOVE – STRESS”
(Autoprodotto)

Data di uscita: 7 novembre 2016
Press-kit: comunicato + foto

catoloveCato non si ferma mai. Nel 2014 l’omonimo disco d’esordio, trainato da una tripletta di videoclip dagli ottimi riscontri su Youtube (36 mila visualizzazioni in tutto). L’anno scorso il viaggio in auto lungo la Via della Seta, una traversata di 15 mila km in 35 giorni dall’Italia a Hong Kong insieme alla sua chitarra per raccogliere fondi a favore di Emergency e Admo. Ora un nuovo disco, l’ottavo sino ad oggi, un lavoro che allarga gli orizzonti sonori del suo cantautorato pop capace di reagire alle brutture della vita. “+ Love – Stress” è il disco roots di Roberto Picinali (questo il vero nome di Cato), dove per radici si intendono tutti i rivoli sonori di un musicista cosmopolita, che ama muoversi per il mondo e divertirsi con la propria musica, portando in giro il suo messaggio di pace, amore e sorrisi.

“+ Love – Stress” è un disco roots in una direzione innanzitutto reggae, declinata secondo melodie allegre e contagianti come nella danzereccia “La-Up” e nel primo singolo “African Boys” dedicato agli immigrati con cui Cato è a contatto quotidianamente (lavora come operatore presso un comunità di accoglienza e per scrivere il pezzo ha raccolto oltre cento testimonianze di profughi e immigrati economici). Un brano che accompagna le celebrazioni per i venticinque anni di vita della cooperativa bergamasca Ruah e vede la partecipazione di alcuni ragazzi giunti nel nostro Paese per cercare fortuna.

Ma le radici di Cato sono anche quelle che s’incontrano nelle altre tracce del disco. E così le “classiche” e rotondissime ballad pop-rock del nostro vengono via via contagiate dal blues (“Respirando il sole”), dal rock (“Brucerò”), dal surf (“Bluesy”, “Senza fretta”) ma anche dal folk galiziano (“Bambole”, con il flauto del musicista spagnolo Xulio Lorenzo), senza dimenticare le atmosfere europee della fisarmonica, il corno nella proggheggiante “Corri nel vento” e l’elettronica che caratterizza “Tranquillo” e “Everyday fuckin’ robots”, sorprendente traccia synth pop che chiude il disco prima delle comiche follie di “Steppa infinita”.


Questa mescolanza di generi non sminuisce il consueto mood solare di Cato, che anche quando racconta vicende dolorose come l’immigrazione o una più quotidiana storia d’amore finita mantiene sempre un’innata vitalità, ben rappresentata dall’ottimismo del titolo scelto per il disco.

E’ nel segno di “+ Love – Stress”, slogan che vale anche come una dichiarazione di amicizia e accoglienza, che Cato è riuscito a coinvolgere nella lavorazione delle sue nuove canzoni ben ventuno musicisti, alcuni dei quali sono fra i migliori esecutori della scena musicale bergamasca. Quello che ne risulta alla fine è un lavoro fresco, divertente e contagioso: proprio quello di cui abbiamo bisogno in tempi non proprio allegri come quelli attuali. Cato ci ricorda che, nonostante tutto, la vita merita di essere vissuta perché c’è sempre un modo per cercare di essere felici. E quando ci si ritrova nelle situazioni più stressanti delle nostre giornate a canticchiare mentalmente una delle sue canzoni allora viene decisamente voglia di dargli ragione.

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Cato – Biografia

Roberto Cato Picinali, bergamasco classe 1976, inizia a suonare all’età di 18 anni. Tanti i progetti a cui ha preso parte, ma il più significativo arriva nel 2000 con i Namastè, gruppo che mescola reggae, funk e folk autoproducendosi quattro dischi che contraddistinguono un’intensa attività live.

Sciolti i Namastè nel 2007, Cato entra a far parte dei Luinò, che però si sciolgono nel 2009. E’ a quel punto che nascono i Cato, prima power-trio e poi progetto del solo Roberto Picinali a partire dal 2013. Nelle sue canzoni Cato mescola pop, rock, blues, funk e soul. Il primo ep, ancora in trio, è del 2010, si intitola “Oceano di sogni” e dà la possibilità a Cato di intraprendere un’intensa attività live che non avrà mai un attimo di sosta fino ad oggi. Nel 2012 è la volta del singolo “Princess” che porta Cato (voce e chitarra), con Andrea Castelli alla batteria e Diego Bernardi al basso a suonare anche in Svizzera.

A metà 2014 esce il primo disco sulla lunga distanza intitolato semplicemente “Cato” e accompagnato dal videoclip “Accendimi” realizzato da Alessandra Beltrame. A questo primo singolo fanno seguito altri due brani presentati in formato video: “Veloce” e “Confusione”, per un totale di oltre 36mila visualizzazioni.
Ma la musica non è l’unica passione di Cato: anche i viaggi, lunghi e avventurosi, lo portano a pensare a nuovi progetti su cui lavorare. E così nel 2015 percorre con la sua automobile la Via della Seta, una traversata di 15 mila km in 35 giorni dall’Italia a Hong Kong insieme alla sua chitarra per raccogliere fondi a favore di Emergency e Admo.
L’esperienza molto intensa anticipa quella non meno importante di mediatore culturale in una comunità di accoglienza per immigrati. Questi due accadimenti danno vita a nuove canzoni, ancora più varie a livello di influenze ma sempre animate da uno spirito ottimista e solare. Nasce così “+ Love – Stress”, ottavo disco di Cato che vede la partecipazione di alcuni dei maggiori strumentisti della scena bergamasca. Il singolo “African Boys”, scritto dopo aver raccolto oltre cento testimonianze di profughi e immigrati economici, diventa il brano che accompagna le celebrazioni per i 25 anni della cooperativa di accoglienza Ruah. Dopo l’uscita del disco parte un nuovo tour e sono in cantiere nuovi viaggi, sempre con l’immancabile chitarra a fare da compagna.

Link

http://www.catoband.com
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