“Cadori”

CADORI
“CADORI”
(Autoproduzione, 2014)

Data di uscita: 4 novembre
Press kit: comunicato + foto

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Cadori è una parola che Giacomo ha in testa da un po’ di tempo. Nel momento in cui bisognava decidere come firmare il materiale composto nel corso del 2013 è stato scelto spontaneamente come nome del progetto musicale. A Giacomo suscita il ricordo di qualcosa di lontano, legato all’infanzia, alle corse nel cortile della scuola tra la polvere e gli alberi. Ricordi, sogni, nostalgie: come quelle delle canzoni di questo omonimo album d’esordio, nel quale le atmosfere sono oniriche, legate a visioni a metà tra la realtà e il sogno, al tentativo di raggiungere qualcosa di non tangibile eppure di presente e visibile.

“Cadori” è un disco di musica non nostalgica, ma certamente intriso di nostalgia. Nel quale ogni canzone risente della ricerca di un qualcosa di nuovo insieme al bisogno di lasciare ciò che non si può avere.
Cadori si rivolge sempre ad una lei, pretesto ideale per affrontare temi tipici come i fraintendimenti, le mancate corrispondenze tra due persone legate l’una all’altra, dove però appaiono anche evocazioni di momenti di estasi, di improvvise schiarite e lampi di sole in un cielo dai toni nordici. I testi disegnano immagini nitide che argomentano una sorta di discorso, il tentativo di dire, chiarire, sistemare qualcosa, comprenderla. Cadori racconta di aneddoti quotidiani, cose comuni a tutti, e porta questo suo pezzetto di vita in una dimensione di sincerità estrema e insieme di fantasia, fuori dalle convenzioni e dai cliché, ma lungo i binari del songwriting.

E’ per questo motivo che le sue canzoni nascono quasi tutte folk, per poi scoprire di avere un’indole lo-fi, ma incontrano via via suoni soffusi (a volte multicolor, a volte decisamente seppiati), slanci pop, reminescenze new wave, casse dritte come battiti cardiaci e chitarre che tracciano orbite e costellazioni di luce. Grazie al lavoro di produzione prima di Francesco Cardillo, poi di Michele Postpischl (OfeliaDorme) e infine di Roberto Rettura de Lo Studio Spaziale (già al lavoro con Calibro 35, Mariposa, Iosonouncane, Junkfood), le canzoni di Cadori – che per questo disco ha suonato tutti gli strumenti da solo, tranne la batteria e il violino (suonato da sua sorella) – si sono trasformate in piccole bolle di malinconia e voglia di rinascita, che vagano nell’aria, incantano, e improvvisamente scoppiano. Per poi riformarsi di nuovo.

La copertina

“La copertina – racconta Cadori – è una fotografia scattata da una mia amica, Francesca Modotti, una bravissima artista, che ritrae lo schermo di un televisore sul quale scorre la scena di un film. Lei stessa non si ricorda qual è il titolo. La persona di spalle è Keanu Reeves. Appena ho visto l’immagine mi è sembrata perfetta per il disco. La figura di qualcuno che in maniera nobile lascia e volta le spalle a qualcosa di impossibile è proprio il sunto visuale dell’album”.

Cadori 3 (foto di Salvo Lucchese) 900x

Cadori – Biografia

Cadori è il nome scelto da Giacomo Giunchedi, abruzzese, classe 1985, stanziato a Bologna, per dare un’identità artistica ai brani composti nel corso del 2013. Il percorso musicale compiuto per arrivare all’adozione di uno stile come quello di Cadori trae le sue origini dalla passata militanza in diverse formazioni musicali, tutte orientate al rock alternativo. Nel 2012, dopo aver dato alla luce “Fancy Tunes”, il primo ed ultimo album con la band La N, Giacomo decide di proseguire la sua ricerca musicale con il songwriting, cioè con la scrittura di pezzi in inglese, a cui aveva già lavorato in passato realizzando un album dal nome “We Were There”, distribuito nel 2010 dalla Whoolshop, una label di Palermo. Il seguito di questo disco è “Unalaska”, del 2013, registrato in casa, a bassa fedeltà come il suo predecessore, seppure più curato nei dettagli e dotato di sfumature sonore più ricche. Nel corso del 2013 si esibisce in diverse date con voce e chitarra, iniziando contemporaneamente a comporre brani in italiano che inserisce nel repertorio di Ian Vincent. Il nuovo materiale inizia ad essere registrato nello stesso 2013, ad Agosto, fino al Marzo 2014, quando Giacomo decide di adottare il nome Cadori e di intraprendere un progetto che aveva ormai poco da condividere con la scrittura di canzoni in inglese. Il primo disco di questo nuovo percorso si intitola “Cadori” ed esce a novembre 2014. Le registrazioni del disco coinvolgono ai mix Michele Postpichl (OfeliaDorme) e Roberto Rettura (che ha lavorato con Iosonouncane, Calibro35 ed altri). Giacomo milita dal 2013 anche nella band Torakiki, con i quali ha pubblicato l’EP “Mondial Frigor”, anticipato dal video del brano “Dorothy”.

 Link

http://cadori.bandcamp.com
http://www.facebook.com/cadori