“White Out”

BARACHETTI / RUGGERI
“WHITE OUT”
(Ribéss Records / Dreamingorilla Records)

Data di uscita: 20 maggio 2016
Press kit: comunicato + foto

barachettiruggeri

L’Occidente ha l’emicrania. Il suo male di testa è tensivo. E’ frontale, laterale, occipitale. E’ bianco. E’ un black-out bianco. E’ stress fisico, psicologico. E’ la necessità di essere sempre più produttivi, sempre più performativi. E’ il senso di colpa di non esserlo abbastanza. E’ una vita di dieci ore davanti a uno schermo, a un computer, a uno smartphone, a una televisione. E’ la ripetizione di uno stesso gesto centinaia di volte. E’ il contratto che scade. E’ il tutti contro tutti in azienda, in famiglia, nel mondo-giungla. E’ lo smarrimento e la guerriglia. E’ abbaglio, macchia oculare, brachicardia, tachicardia, sonnolenza, acufene, disfunzione sessuale, formicolio, reflusso, vuoto di stomaco, tremore. E’ la melancolia dell’automazione, dell’alienazione, di chi non sa più guardare il cielo ma solo l’orizzonte. La melancolia lieve, diffusa, implosiva, livida. Come l’orizzonte livido, assente perché non c’è un’utopia, non c’è una fede, non c’è una tensione verso l’assoluto in grado di proteggerlo dal Nulla.

Gli è rimasto solo il mercato. La totale assenza di significati della realtà ultravelocizzata e conformata a prodotto. Il Nulla alfanumerico dove ogni cosa è devota al denaro come unico generatore di valori. Il denaro e la sua crescita infinita. Il denaro e un corpo. Il corpo occidente devitalizzato che il mercato ha reso consumatore e la tecnica funzionario. Un oggetto organico incapace di trovare nel proprio essere-nel-mondo un senso oltre quello annichilente della propria reificazione, della propria consumazione di produttore e consumatore. Un qualcosa che colmi l’assurdo di una vita-verso-la-morte (biologica e ancor prima psichica) a cui il bancomat non può dare nessuna risposta.

Agisce e reagisce all’interno di questa prospettiva “White Out”, primo disco dei Barachetti / Ruggeri: un duo, anzi un Due, formato da Luca Barachetti (ex Bancale) e Enrico Ruggeri (ex Hogwash, oggi musicista sperimentale) e basato sull’incontro / scontro di due visioni espressive, che portano in dote voce e suono, parola e ritmo, corpo e trama.

“White Out” è un concept album sul male di testa come epifania del declino etico, culturale e soprattutto esistenziale dell’Occidente. Una fotografia dell’apocalisse a bassa intensità ma ad altissima disperazione dell’uomo nella tarda modernità. Un susseguirsi di brani imprevisti (ovvero non pianificati), canzoni-non-canzoni dilatate e contorte, tracce non scritte ma scritturate dal reale come indagini radicali e radicate sulle possibilità del suono e del linguaggio. Da una parte una manciata di testi in forma di poesia scritti da Luca Barachetti, una poesia che però deve fare i conti con altro suono; dall’altra le macchine analogiche, gli strumenti autocostruiti e gli strumenti tradizionali (ma suonati in modo atipico) di Enrico Ruggeri, per la prima volta alle prese con delle parole dall’inizio del suo percorso sperimentale.

Il risultato è un disco di esperienze sonore tutte differenti, che non tralasciano suoni psichici e disturbanti ma pure scampoli meditativi ed evocazioni. Dodici brani divisi fra otto tracce sul e nel male di testa (come rappresentazioni e disvelamenti: “Dolore bianco”, “Corpo Occidente”, “Pulsa”, “Macula”, “White Out”, “Mare morto”, “Panda psichico”, “Uomo occipitale”) e quattro tracce analgesiche (come tentativi di ribellione salvifica: “Uomo scritturato”, “San Sebastiano”, “Cretto del vero”, “Fiume verticale”). Una massa sonora che è il frutto di tre anni di lavoro e di un vagare fra influenze, stimoli e suggestioni suonando poco, riflettendo tanto, mangiando e ridendo molto, umanamente.

Il percorso verso “White Out” ha visto Barachetti / Ruggeri transitare attraverso alcune tappe fondamentali. Prime fra tutte le due videoperformance “Fiume verticale” (https://youtu.be/A0c6mQL0rpc, con il violinista Michele Gazich) e “Uomo occipitale” (https://youtu.be/bCBsAuKT7wk, con lo psicoterapeuta bioenergetico Claudio Agosti) in cui i due brani presenti anche in questo disco sono stati proposti in versioni profondamente diverse. Ma assai importante è stata anche la performance “A l d i q u a e a l d i l à d e l morire” tenuta in occasione della Giornata della Memoria dell’anno scorso, dove l’installazione “Fiume verticale” ha interagito con le parole di Paul Celan e la batteria di Gionata Giardina.

“White Out” è insomma l’approdo artistico, politico, personale di un ritrovarsi nel grande black out bianco del contemporaneo accelerato, dove l’orizzonte è scomparso, il paesaggio è freddo, disumano e ogni cosa è indistinguibile. Ma in questo bianco baluginante dove la nostra testa pulsa e ci dice che siamo esseri cardiaci di carne, nervi e sangue possiamo ricominciare a lasciarci travolgere dalla realtà, a farci trafiggere dall’amore e spaccare dalla consapevolezza. Per rialzare il cranio verso un’azzurrità salvifica. Una reazione vitale mai come ora necessaria: uomini occipitali che tornano ad essere Uomini verticali.

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Barachetti / Ruggeri – Biografia

Barachetti / Ruggeri non è un gruppo musicale.
Barachetti / Ruggeri è un duo.
Anzi un due.
Uno più Uno.
Un incontro, uno scontro.
Fra voce e suono.
Fra parola e ritmo.
Fra corpo e trama.
In brani imprevisti.
Canzoni-non-canzoni dilatate e contorte.
Tracce non scritte ma scritturate dal reale.
Indagini radicali e radicate sulle possibilità del suono e del linguaggio.
Esperienze sonore.
Da una parte i versi, la voce e il corpo di Luca Barachetti, artigiano lessicale, ex Bancale.
Dall’altra i suoni, i ritmi e le trame di Enrico Ruggeri, artigiano acustico, ex Hogwash.
suOno e pOesia con la O maiuscola.
Due grandi buchi scuri da cui provare a estrarre qualcosa di inaudito.

Luca Barachetti è nato a Seriate (BG) nel 1983. Vive a Bagnatica (BG). Fino al 2012 ha fatto parte del gruppo avant-blues Bancale, scrivendo e dicendo le parole di un ep (“Bancale ep”, 2009) e un disco (“Frontiera”, 2011), quest’ultimo prodotto da Xabier Iriondo (Afterhours, Uncode Duello). Dopo la chiusura dell’esperienza Bancale ha intrapreso un percorso di ricerca come musicista della parola. Cosa vuol dire? Boh. E’ una ricerca.

Enrico Ruggeri è nato a Gazzaniga (BG) il 16-12-1969 e vive a Casnigo (BG) dove lavora come artigiano nel settore tessile. Dopo l’esperienza negli Hogwash (band con all’attivo quattro dischi di indie rock altalenante fra intimismo e sonorità più irruente) ed una lunga pausa di riflessione sente l’esigenza di esplorare nuove modalità di espressione emotivamente sentite e totalmente personali. Ne scaturisce un percorso interiore dove alla catarsi personale si accompagna una ricerca di suoni ed atmosfere che segnano l’inizio di un nuovo percorso artistico.

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