“Un minuto di ascolto”

ÀWARÈ
“Un minuto di ascolto” (video)

Presentazione video
Press kit: comunicato + foto

“Mentre si spendono ‘minuti di silenzio’ più o meno contriti per le stragi in Europa e in America, ci chiediamo se non sia meglio provare ad affrontare ‘un minuto di ascolto’ a partire dalle nostre case, dalle nostre scuole, dai nostri immigrati, dal nostro senso etico arrugginito.”

Usano queste parole gli Àwaré per presentare “Un minuto di ascolto”, primo singolo della formazione new-grunge bergamasca che anticipa l’uscita di un disco di debutto attualmente in lavorazione e di un mini-tour che si svolgerà ad ottobre.

Il video che accompagna il brano – realizzato da GoodLights, ovvero dal chitarrista Giovanni Bonalumi – racconta una storia dai colori freddi e acidi che, come spiega la band, “è il ritratto di una distanza virtuale, fatta di disattenzione, di non empatia, di urla e silenzi, fino alla rassegnazione. Non vuole essere una critica alla società moderna, ma un suo essudato. Il sangue non fluisce per criticare la ferita, ne è la naturale conseguenza.”

Gli Àwaré considerano “Un minuto di ascolto” una sorta di manifesto programmatico perché “senza ascolto non ha senso parlare di musica, non ha senso parlare di esseri umani. In fondo metà della musica la fa chi ascolta.” E proprio sull’onda di questa convinzione intraprenderanno ad ottobre il loro primo mini-tour. Ecco le date sino ad ora confermate:

05/10 /// Torino, Gv2 Primi d’Italia
06/10 /// Rea Po (PV), Il ROmpi Bar [+ InEtere Project]
07/10 /// Pontinvrea (SV), BEER ROOM
11/10 /// Bergamo, Edoné Bergamo [+ Il Vuoto Elettrico]
12/10 /// Brescia, L’orso Furioso [+ Davide Olivari]
14/10 /// Trieste, Fallout Music Club [+ Dasia]
04/11 /// Osio Sopra (BG), Joe Koala [+ Mush]
17/11 /// Bergamo, Spazio Polaresco
01/12 /// Monza, Arci Scuotivento Monza

Spirito post-hardcore e un’attitudine verso il rock d’autore, un sound che impatta contro le costole e una specifica attenzione a testi che si muovono su due binari: uno intimo e privato e uno rivolto a temi importanti come i diritti umani e bioetici, la questione palestinese, l’incomunicabilità e l’attualità.

Àwaré in giapponese è un’espressione di meraviglia rivolta alla finitezza e alla caducità delle cose. La bellezza degli attimi prima che si diluiscano nel “sempre”. L’intensità di alcune parole e di alcuni suoni che si sollevano, per pochi istanti, prima di tornare sul fondale.

“Suoniamo per trovarci tutti umani, tutti legati dalla sofferenza, dalla speranza, dalla fatica. E non solo dall’estate e dai meme di Facebook. Suonare è come respirare, necessario, ma non sempre possibile, non per sempre: una sola certezza, sarà l’ultima cosa che smetterai di fare. Stiamo scrivendo il nostro primo disco, sarà una bomba.”

Àwaré (foto Giovanni Bonalumi)900x

Àwaré – Biografia

Àwaré è una band di Bergamo, evoluzione del progetto solista di Viky Twisterman, giovane cantautore bergamasco che registra il suo primo disco “Resilienza” nell’estate del 2015. Nello stesso anno è finale provinciale di Emergenza Festival, il locale in cui si tiene la finale provinciale lo richiama poi per aprire la serata ai Diaframma, e ha poi occasione di esibirsi al Bloom di Mezzago condividendo il palco con i Lappeso, band della Brianza.

Il progetto solista acquisisce i membri della band attuale e con loro portano in giro il disco, soprattutto nell’estivo anche in festival notevoli (Rock in Riot, Festa della Magnolia…) ottenendo un discreto successo. Ad ottobre del 2016 esce il loro secondo video sul tema dell’immigrazione. Il brano è stato nella Indie Music Chart europea per sei settimane, grazie ad un premio della Vittek Records. Sono stati semifinalisti per le selezioni di ArezzoWave. Attualmente stanno registrando il disco nuovo, il cui singolo, “Un minuto di ascolto” è disponibile da fine settembre.

A ottobre comincerà un minitour in Nord-Italia per la promozione del singolo.

Il live è stato definito “sanguigno”, colpisce. Sia i testi in italiano che la botta di suono catturano l’attenzione e lasciano dentro qualcosa anche dopo. Credono fortemente nell’underground e nei suoi valori non detti, spalleggiandosi con le piccole realtà musicali del territorio. Il loro motto è metà della musica la fa chi ascolta.

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https://www.facebook.com/awarealtrock/