“Why Not”

ATTRIBUTION
“WHY NOT”
(Autoprodotto, 2015)

Data di uscita: 14 luglio
Press kit: comunicato + foto

Attribution why not

Di rock’n'roll non ci si stanca mai. Soprattutto se è suonato con l’estro inventivo degli Attribution. Il power trio bergamasco formato Marco Pasinetti (chitarra), Sebastiano Pezzoli (basso) e Stefano Guidi (batteria) arriva all’esordio con “Why Not”, dieci tracce di tiratissimo e multiforme rock settantiano cantato in inglese che si espande in multiformi rivoli sonori animati da una creatività disinteressata agli steccati, là dove è la forza immaginifica del suono la sola ragione d’essere.

Registrato nel novembre 2014 come punto d’approdo e ripartenza dei tre musicisti coinvolti nel progetto – tutti già protagonisti in passato di altre esperienze musicali di diverso genere – “Why Not” è un disco che fin dal titolo rivendica il proprio desiderio di libertà sonora e una voglia di sperimentare senza intellettualismi ma badando al sodo, che è la cifra principale del suono degli Attribution. I brani del gruppo sono intrecci di generi diversi (rock, funk, blues, jazz, psichedelia) che si restringono serrati nella pulsazione del groove per poi allargarsi in spazi improvvisativi dove tecnica e interplay diventano sangue e immaginazione.

L’urgenza da parte degli Attribution di esprimersi con passione, determinazione e coraggio ha creato un disco (registrato in presa diretta) dall’impasto sonoro assai riconoscibile ma che è al contempo sfaccettato e estremamente dinamico. A fare da filo rosso lungo tutta la tracklist ci pensa l’alchimia sonora dei tre, che come viaggiatori del suono vanno alla scoperta delle loro possibilità espressive non dimenticando mai di metterci la giusta dose d’intensità e sudore. E ciò accade anche quando rivisitano in modo del tutto personale un classico qual è “Cold Turkey” di John Lennon o quando allargano il loro campo d’azione ad altri strumenti, come i fiati del jazzista Guido Bombardieri, Alessio Palmieri, Maurizio Bazzana e Alessandro Bottacchiari, il Fender Rhodes di Fidel Fogaroli (già al lavoro coi Verdena), il flauto traverso di Andrès Pasinetti e la voce di Andy Brevi.

“Why Not” è un disco che sa cullare nella penombra interiore di un blues jazzato e psichedelico ma poi colpisce coi manrovesci di una chitarra irrorata di funky mentre basso e batteria dettano un travolgente beat negroide. In entrambi i casi però quello che importa agli Attribution è la capacità dei loro brani di rapire chi ascolta e portarlo in una dimensione altra, dove ad ogni domanda sulla libertà si può rispondere semplicemente: ”Perché no?”.

Attribution band

Attribution – Biografia

Gli Attribution nascono nel 2009 come trio essenziale da un’idea del chitarrista Marco Pasinetti, accompagnato al basso da Sebastiano Pezzoli ed alla batteria da Stefano Guidi.
Nella prima fase della loro unione il gruppo si è esibito in centinaia di serate live, proponendo rielaborazioni di classici del rock e della fusion quali Jimi Hendrix, John Lennon, Miles Davis, Marcus Miller e tanti altri, fino ad approdare nel corso del tempo a palchi illustri: degne di nota sono infatti le aperture ai concerti di Robben Ford, Billy Cobham, Kee Marcelo, Bud Spencer Blues Explosion e di molti altri.
Negli anni la sperimentazione e l’improvvisazione (da sempre una parte fondamentale della loro musica) hanno permesso loro di scoprire nuovi lati delle loro identità musicali, sia individualmente, sia come trio, capendo di poter amalgamare le loro personalità artistiche in un unico progetto musicale, effettivamente approdato alla stesura dei primi brani inediti nel 2013.
Nel Novembre 2014 gli Attribution entrano in studio per la registrazione del loro primo disco di inediti, dal titolo Why not, interamente autoprodotto.

Link

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