“Asteroidi”

ALIA
“ASTEROIDI”
(Neverlab Dischi, 2014)

Data di uscita: 18 novembre
Press kit: comunicato + foto

alia copertina

“Esistono i pianeti. Li conosciamo tutti. Esistono poi gli asteroidi detti anche pianetini. Provengono anch’essi dallo stesso disco protoplanetario che ha dato origine ai pianeti. Hanno una loro orbita e un loro senso. E, pochi lo sanno, in astrologia influenzano il nostro destino allo stesso modo dei pianeti. Se questi ultimi raccontano quello che è il nostro destino, gli asteroidi in qualche modo sono la punteggiatura di questo racconto”.

Usa queste parole Alessandro Curcio Alia per spiegare il significato del titolo del suo primo disco sulla lunga distanza, prodotto come il precedente ep “Ària” (2013) dall’ex Amor Fou Giuliano Dottori e anticipato a giugno dal singolo “Corteccia”, presentato con il relativo video in occasione del Pride 2014. “Asteroidi”, una parola astronomica ma di uso comune, che racchiude tanti significati e li ravviva nel suo immaginario fatto di spazio stellare, orbite, impatti. Per rappresentare le tante facce di un disco pop, che però ha un’indole decisamente d’autore, eppure lieve, ma di quella levità che si appoggia sul cuore e nei pensieri per non lasciarli più.

Gli asteroidi hanno dimensione e peso diversi fra loro, dunque anche impatti differenti. E così queste canzoni, che si alternano fra piano-voce da brividi, pop-new wave a presa rapida (il nuovo singolo “Cats” con l’ex Madreblu Raffaella Destefano), raffinate bossa nova e andature synth-funk che fanno smuovere i muscoli e i sentimenti. Ma gli asteroidi sono anche pianeti minori, come minori sono quei dischi – storicamente non considerati veri e propri “pianeti” nell’universo musicale riconosciuto – a cui Alia si è ispirato per le sonorità algide (gli asteroidi sono di ghiaccio) che contraddistinguono i brani e che erano gli ascolti della giovinezza di Alessandro, della sua formazione prima di uomo e poi di cantautore.

Ci sono tanti synth in “Asteroidi”, batterie solo elettroniche, qualche chitarra elettrica, pochissimi strumenti acustici (giusto in “Goldie Hawn” la chitarra di Cesare Malfatti, già nei La Crus). C’è un suono poco elaborato, che mantiene volutamente una certa “ingenuità” e riporta all’oggi riferimenti quali Matt Bianco, Erasure, Everything But The Girl, The Blue Nile che incontrano un’idea di pop nobile anni ’80 alla Matia Bazar, alla Denovo o alla Concato.

A dare calore sono invece le costruzioni armoniche della voce, che riecheggia un’idea di “bel canto” tutta italiana, e i testi, che nella loro essenzialità vibrano della passione di Alia verso la grande poesia (Paul Celan, Sergej Esenin, Clemente Rebora direttamente citato in “Musa”). Le parole di “Asteroidi” partono da un’orbita biografica spesso intrisa di nostalgia, che si rispecchia anche nel suono quasi filologico, ma abbracciano le emozioni “normali” delle vite delle persone-asteroidi, cioè delle persone comuni: la malinconia, il focolare domestico, le ansie di relazione, le difficoltà dell’amore e del lasciare andare le persone e le cose. In certi momenti esprimono anche un interesse tutto umano e primario verso una fede che possa essere un futuro “salvagente”.

I versi di “Bouquet”, la canzone con cui “Asteroidi” comincia, sono una sorta di presentazione in prima persona (“mi chiamo Piero Carminati / ho 35 anni, li ho appena compiuti / e scrivo poesie”). Da lì, traccia dopo traccia, l’orbita emozionale delle canzoni di Alia ci abbraccia e rispecchia tutti. Perché ognuno di noi è un po’ un asteroide dentro questo spazio. Con un passato da proteggere affinché la sua coda non si disperda troppo nel vuoto. E con un futuro dalla traiettoria poco interessante, perché è sempre meno una promessa. Noi, uomini-asteroidi dell’oggi, viviamo così, fugacemente. Sperando che qualcuno veda la luce che facciamo prima dell’impatto.

Alia2 (foto di Elisa Colombo)_900x

“Corteccia” (video uscito in occasione del Pride 2014)

Si intitola “Corteccia” ed è un’anticipazione speciale del primo disco sulla lunga distanza di Alessandro Curcio Alia, in uscita a settembre su etichetta Neverlab Dischi con la produzione di Giuliano Dottori. Il video della canzone non è il nuovo singolo del disco del cantautore bergamasco ma è una canzone speciale pubblicata in occasione del mese dell’Onda Pride 2014 per esprimere un proprio punto di vista, strettamente privato ma altrettanto aperto al mondo, sul vivere l’omosessualità ieri come oggi.

Ecco come Alia racconta il brano e il video:
“’Corteccia’ è la prima canzone che ho scritto per il disco ed è quella a cui tengo maggiormente perché descrive come sia possibile vivere l’ omosessualità serenamente potendo contare sempre sul sostegno della famiglia. Ricordo che quando ero ragazzino io e mia madre ballavamo con grande trasporto “Smalltown boy” dei Bronski Beat pur non essendo allora a conoscenza del messaggio che essa conteneva (Mother will never understand / Why you had to leave / For the love that you need / Will never be found at home). A trent’anni da quel pezzo mi è sembrato curioso poter raccontare, seppur in maniera involontaria e in un momento di particolare sfiducia verso le relazioni di coppia, la storia di un ritorno alle origini, agli affetti, a quell’albero che è sempre pronto a proteggermi.
Mettere a disposizione i super 8 di famiglia e fonderli con i momenti di aggregazione dei Pride degli anni ’70 ’80 è secondo me un modo efficace per rafforzare l’idea di come l’assenza di contrasti fra un mondo ‘visibile’ e uno più intimo sia comunque possibile.”

“Corteccia”, con le sue campiture elettroniche di matrice 80′s che generano un’atmosfera straordinariamente intensa e fuori dal tempo, è anche un sentito omaggio al mondo musicale che ha contrassegnato il percorso esistenziale di Alia. Il brano infatti riprende nell’unione di pad di tastiera e voce alcuni capolavori degli scorsi decenni (i pezzi più intimi dei Blue Nile e Paul Buchanan, il Neil Young di “Philadelphia” e il Brian Eno di “By this river”) che hanno provato ad indagare in senso positivo il tema della nostalgia. E’ in questo modo che Alia prova a rendere universale la sua vicenda umana, trasformando “Corteccia” in una riflessione carica di pathos su quanto l’appartenenza alle proprie radici affettive possa salvare anche chi “non lascerà traccia” ma “diventerà corteccia”.

alia900x

Alia – Biografia

Alia è la figura musicale dietro cui si cela Alessandro Curcio, già voce e leader dei Quartocapitolo, band funk rock con due ep all’attivo nei primi Anni Zero. Nel suo percorso solista Alia unisce la sua passione per la poesia ad un gusto per melodie ariose e fortemente cantabili di marca italiana, che incontrano le influenze musicali dentro le quali Alia è cresciuto (il songwriting inglese degli anni ’80 in primis e band come Blue Nile, Smiths e Aztec Camera). Nel 2013 Alia ha pubblicato l’ep “Ària” prodotto da Giuliano Dottori (Amor Fou) e nato dalla precisa volontà di dare il giusto valore al respiro e al silenzio. Dal disco è stato tratto anche un video per il brano “Lana”. Dopo la pubblicazione dell’ep Alia ha cominciato a portare in giro per l’Italia la sua musica, prima da solo (chitarra e voce), e poi insieme al musicista Miky Marrocco (Controluce, Yuri Beretta). Intanto nascevano nuove canzoni, che nel 2014 hanno dato vita al primo disco sulla lunga distanza, sempre prodotto da Giuliano Dottori e intitolato “Asteroidi”.

Link

http://alia.bandcamp.com
http://www.facebook.com/aliacantautore
http://www.neverlab.it