“Mare Nero”

ALESSIO LEGA
“Mare Nero. Ritratto di un inferno bello mosso”
(Autoprodotto)

Data di uscita: 6 giugno 2017
Press-kit: comunicato+foto

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Forse l’aspetto più importante di Alessio Lega è la sua capacità di far tornare la Storia materia viva. La facilità con cui da essa estrae e distilla storie, quelle che è necessario (ri)raccontare, riportandole magari al presente della cronaca. Ed assegnando a ciascuna canzone un significato quasi sempre “politico” nell’accezione migliore del termine (sì perché un’accezione buona, nonostante tutto, c’è ancora) che sovente diventa anche un significato esistenziale e dunque radicalmente umano.

E’ per questo che anche quando si è alle prese con un disco senza un tema dominante com’è “Mare Nero”, cosa che accade per la prima volta nel percorso del nostro, si ha comunque la sensazione che un legame fra i brani ci sia. Perché in questa “antologia alluvionale di brani personalissimi, che proverei quasi vergogna a interpretare in pubblico” quel legame sta lì: nella Storia fatta di eroismi, opposizioni, resistenze, libertà cercate e non sempre ottenute, che Alessio Lega rende carne viva, accadimento da condividere. Grazie alla forza intensa di un cantautore con l’esperienza raffinata e popolare dello studioso (ovvero del ricercatore, del divulgatore, dell’innamorato) e l’accoratezza di chi non può fare altro che scrivere, raccontare, cantare. Dipingere il “ritratto di un inferno bello mosso” come recita il sottotitolo del disco.

“Mare Nero” è il terzo disco da autore di Lega (in totale ad oggi se ne contano otto, fra dischi di traduzioni, rifacimenti, live). Nasce da due anni di lavoro ed è un’opera di “avanzi”, di canzoni rimaste fuori dalle uscite precedenti per vari motivi o riproposte in nuove versioni. Ma “avanzi” non significa “canzoni buttate via”. Insomma, non è un disco minore, anzi, è con tutta probabilità il miglior biglietto da visita dell’Alessio Lega songwriter sempre sospeso sul filo sottile che separa il passato nobile della canzone d’autore storica e impegnata da un presente confuso dove le contraddizioni non mancano e c’è dunque bisogno di narratori veri, in grado di mettere in fila i fatti e la parole come si deve.


Questo fa da sempre Alessio Lega e “Mare Nero” lo testimonia, così come testimonia la tendenza – riscontrabile sin dall’esordio del 2004 “Resistenza e Amore” (Targa Tenco per il miglior esordio) – a non sedersi sugli allori di un “fare canzoni da cantautore”, cioè solo chitarra e voce, per esplorare invece le rotte sonore più disparate, a volte lasciando che a suggerire la direzione sia il brano stesso, altre volte “sorprendendo” la canzone con scelte sonore imprevedibili.

E’ così che in “Mare Nero”, grazie alla direzione artistica di Rocco Marchi (Mariposa, Hobocombo) e Francesca Baccolini (Hobocombo) si trovano echi Marc Ribot in “Angelica matta”, teatrali parvenze sinfoniche in “Povero Diavolo”, banjo trotterellanti in “Santa Croce di Lecce”, nenie scosse da climax elettrici in “Stazione centrale” e via andare fra marcette beatlesiane (“Non sarai più sola”), bozzetti acustici palpitanti (“Maddalena di Valsusa”), irruzioni klezmer-balcaniche (“Porrajmos”), inaspettati episodi latin-pop (“Ambaradan”, primo singolo) e pure un calco Randy Newman per “Fiore di Gaza”. Quest’ultima, firmata da Paolo Pietrangeli, è una delle due riletture di brani altrui del disco – l’altra è “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta” di Dario Fo e Fiorenzo Carpi, di cui ricorre una citazione dal tema di Pinocchio. E se la title-track è un autentico inno politico anarchico fra il serio, l’ironico e il postmoderno, “Zolletta” è la canzone che Alessio Lega ha dedicato a Enzo G. Baldoni, già pubblicata in un introvabile live del 2004 e qui riproposta in una versione ancora più dolce e sognante.

Si chiude così “Mare Nero” prima della “Petizione per l’affidamento dei figli alle coppie omosessuali”. Non male per un disco di “avanzi”. Ma d’altra parte, come ci ricorda Alessio, “si è trattato di cucinare una cena con quello che era rimasto in frigo dal cenone di capodanno: riuscirci pare che sia il privilegio dei cuochi migliori.”

Alessio Lega 2 (foto Rosalba Amorelli)900x

Alessio Lega – biografia

Alessio Lega è uno dei cantautori più conosciuti e stimati della sua generazione, ma è anche uno scrittore e militante anarchico.

È nato a Lecce nel 1972 e vive dal 1990 a Milano.

Scrive canzoni, canta, suona la chitarra, ha pubblicato dischi e libri a proprio nome e partecipato a decine di opere collettive.

Ha messo in scena centinaia di spettacoli, di performance, di conferenze e concerti sulla canzone d’autore mondiale e sulla musica popolare e d’impegno. Dopo un’assidua frequentazione col Nuovo Canzoniere Italiano, è considerato oggi il rappresentante più coerente del canto sociale, in bilico fra canzone d’autore e riproposizione dei repertori storici, tanto da essere uno dei protagonisti del Nuovo Bella Ciao riallestito da Riccardo Tesi, spettacolo che, a due anni dal debutto, continua a girare il mondo.

È citato nei dizionari (Garzanti, Giunti, Rizzoli), si è guadagnato i riconoscimenti più ambiti (Targa Tenco, Premio Lunezia, ecc.), è inserito in antologie, libri, su di lui sono stati girati due film documentari.

Eppure Alessio non rinuncia al nobile donchisciottismo di cantare dove gli piace, piuttosto che dove “si deve”, andando in giro a tentare di cambiare se stesso e il mondo con le canzoni di cui fa l’autore, l’interprete e lo storico.

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http://www.alessiolega.it